Crisi. Governo gialloverde giunto al capolinea dopo 14 mesi di sprezzo dello Stato di diritto

Manzi (Radicali italiani): Nel nostro Dossier sullo Stato di diritto avevamo messo in rassegna un anno di governo gialloverde, lo sfascio era già tutto lì. Ora cancellare i danni fatti, a partire dai ‘decreti sicurezza’, e rilanciare l’Italia come protagonista in un futuro di integrazione europea.

 

“Al termine di un discorso lucido, persino intenso, accusatorio nella prima parte e addirittura programmatico nella seconda, il presidente del Consiglio Conte ieri al Senato ha annunciato la fine del suo Governo. Quali saranno gli esiti di questa crisi lo vedremo nei prossimi giorni o settimane, ma intanto al bilancio di questi 14 mesi non è possibile sottrarsi.” Ha così dichiarato Silvja Manzi, segretaria di Radicali italiani.
“Giuseppe Conte ha attribuito la responsabilità della fine dell’esperienza del Governo gialloverde praticamente in toto al suo Ministro dell’Interno. Accusandolo, dunque, di aver staccato la spina anzitempo, nonostante i successi passati, che ha pure rivendicato, e quelli che sarebbero arrivati.
Ebbene, i successi dei 14 mesi di Governo gialloverde, che ha visto i due partiti lavorare in solido – come ha sottolineato ieri Emma Bonino -, si possono racchiudere in una affermazione: lo svilimento dello Stato di diritto.
In 14 mesi gli atti, i decreti, le nomine ai vertici degli organismi pubblici, persino le dichiarazioni, tutto ha contribuito a demolire un pezzo per volta le prerogative della nostra pur imperfetta democrazia. E noi Radicali lo abbiamo denunciato pubblicando un puntuale Dossier su un anno di governo.
Ora il Presidente Mattarella si trova a dover gestire una crisi schizofrenica e a verificare le condizioni per il prosieguo della legislatura. Noi ci siamo appellati a tutti i parlamentari per arrivare a una nuova maggioranza che si ponga l’obiettivo di riformare radicalmente il nostro Paese, evitando elezioni anticipate in condizioni di assoluta non democraticità.
La condizione necessaria – ha concluso Manzi – è quella, innanzitutto, di cancellare i danni fatti, a partire dai cosiddetti ‘decreti sicurezza’, mettere i conti in ordine scongiurando una recessione sempre più vicina, rispettare le Istituzioni e la separazione dei poteri e rilanciare l’Italia come protagonista in un futuro di integrazione europea sempre più forte.”

 
Dossier Un anno di governo, un anno di crisi dello Stato di diritto

Appello ai Parlamentari: Una nuova maggioranza politica per impedire svolta autoritaria

Roma, 21 agosto 2019

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