Morte Sahar Khodayari. Manzi: “I diritti negati delle donne sono la democrazia negata degli Stati”

Manzi: “Il Ministro Di Maio scriva al Presidente Rouhani per comunicare contrarietà dell’Italia a violazioni dei diritti umani in Iran”

La giovane iraniana Sahar Khodayari, in seguito alla condanna ricevuta per aver osato andare allo stadio (le donne in Iran – come in Arabia Saudita – non possono farlo), si è data fuoco a Teheran ed è morta per le gravi ustioni riportate.

La tragica morte di Sahar dimostra, ancora e sempre di più, che dove i diritti delle donne sono negati è negata la democrazia e la giustizia, sono negati i diritti di tutti.

“La tragica morte di Sahar dimostra, ancora e sempre di più, che dove i diritti delle donne sono negati è negata la democrazia e la giustizia, sono negati i diritti di tutti. – Così in una nota Silvja Manzi, Segretaria di Radicali Italiani – Dopo l’arresto allo stadio, dove era entrata vestita da uomo per tifare per la sua squadra, l’Esteghlal, Sahar è stata alcuni giorni in carcere. Saputo della condanna si è data fuoco. Da notizie di stampa si apprende anche che le autorità avrebbero costretto la famiglia a tacere ‘per ragioni di sicurezza nazionale’, impedito ai giornalisti l’ingresso in ospedale e impedito un funerale pubblico.

La condanna di Sahar Khodayari non è l’eccezione, è la regola in uno Stato teocratico che calpesta i diritti delle donne e di tutti i cittadini che escono dal confine delle regole teocratiche.

In Iran esiste un’ampia frangia di popolazione, di intellettuali e di politici che chiedono libertà e diritti; compito dei nostri Stati che si dicono democratici sarebbe quello di sostenerli e non di abbandonarli.

La teocrazia iraniana seppellisce nella coltre di silenzio e nella violenza della sua legge sindacalisti, omosessuali, antagonisti del regime veri o presunti e donne coraggiose come Sahar. Ma in Iran esiste un’ampia frangia di popolazione, di intellettuali e di politici che chiedono libertà e diritti; compito dei nostri Stati che si dicono democratici sarebbe quello di sostenerli e non di abbandonarli.

Per questo chiedo al neo-ministro degli esteri Luigi Di Maio di scrivere al Presidente della repubblica islamica dell’Iran, Hassan Rouhani, comunicando la contrarietà dell’Italia alle violazioni dei diritti in Iran, a cominciare da quelle inflitte alle donne”.

Roma, 12 settembre 2019

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