Redistribuzione Migranti. Manzi: Stigmatizzare parole ministro Lamorgese su Guardia costiera libica

Manzi (Radicali italiani): A dir poco infelice l’apprezzamento della Guardia costiera libica da parte della ministra Lamorgese. È indecente definire “un gran lavoro” una costante e sistematica violazione dei diritti umani.

Dichiarazione di Silvja Manzi, segretaria di Radicali italiani:

L’accordo sulla redistribuzione delle persone salvate nel Mediterraneo centrale, siglato a Malta dai Ministri dell’Interno di Italia, Francia, Germania, Finlandia e, appunto, Malta, sarebbe da accogliere con sollievo, e in parte così è.

Ma solo in parte, poiché, come è stato già da più parti osservato, contiene diversi elementi di ambiguità.

Intanto, riguarda esclusivamente la rotta del Mediterraneo centrale, quindi Malta e Italia, ed esclude le rotte del Mediterraneo occidentale e orientale, quindi Spagna e Grecia, vale a dire le tratte più trafficate.

Poi, considera solo i soccorsi che avvengono in mare da parte delle autorità militari e delle ONG, ignorando perciò tutti i migranti che sbarcano in altro modo e che costituiscono la maggioranza degli arrivi.

Inoltre, la richiesta della rotazione dei porti di sbarco su base volontaria contraddice palesemente le norme internazionali che, invece, prescrivono che lo sbarco debba essere effettuato nei tempi più brevi possibili, nel porto più vicino e sicuro.

Ma il punto più controverso, e a nostro giudizio a dir poco raccapricciante, riguarda la collaborazione con la Guardia costiera libica. La ministra dell’Interno Luciana Lamorgese ha confermato che “gli accordi con la Libia li teniamo, stiamo operando bene con la Guardia costiera, che fa un gran lavoro”.

Per “gran lavoro” si intendono le violenze, gli stupri, gli omicidi legalizzati, il traffico di esseri umani, i centri di detenzione? Il tutto, peraltro, ampiamente documentato e noto da tempo.

Gli infausti accordi con la Libia (quale Libia?) stipulati in modo opaco da Marco Minniti (e per questo da noi radicali denunciato) e proseguiti da Matteo Salvini, non vengono dunque messi in discussione nemmeno dalla neo ministra Lamorgese che non intende, evidentemente, smentire una realpolitik cinica e indecente.

Tuttavia, il Consiglio “Giustizia e affari interni” dell’UE, che si riunirà a Lussemburgo i prossimi 7 e 8 ottobre, deve certamente essere un’occasione da non sprecare per far passare il presupposto che chi arriva a Lampedusa, a Lesbo o alle Baleari non arriva in Italia, in Grecia o in Spagna ma arriva in Europa, e dall’Europa deve essere accolto e protetto secondo il basilare principio di rispetto di un diritto umano fondamentale: il diritto umano alla vita.

Roma, 25 settembre 2019

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