Ci vediamo al Congresso!

Dall’1 al 3 novembre si svolgerà a Torino il 18° Congresso di Radicali Italiani

Per noi Radicali il Congresso non è un atto formale ma un momento politico, in cui il Movimento si apre al contributo di tutti gli iscritti (in caso tu non lo sia ancora puoi farlo subito qui!) si rimette in discussione, dibatte del proprio futuro in termini complessivi, individua nuove lotte e nuovi strumenti. Gli anni trascorsi sono stati importanti perché siamo riusciti a costruire grandi iniziative e conseguire storici successi. 

Grazie alla straordinaria lotta nonviolenta di Marco Cappato, Dj Fabo, Mina Welby e tutte le donne e uomini che hanno deciso di mettere il loro corpo al servizio dell’avanzamento civile del nostro Paese, siamo oggi più vicini a quanto con Loris Fortuna, passando per Beppino Englaro e Piergiorgio Welby, da decenni cerchiamo di ottenere: una legge sul fine vita, per essere finalmente liberi, fino alla fine.

Abbiamo portato avanti da protagonisti la lotta per riformare il sistema dell’integrazione degli stranieri in Italia, costruendo la prima grande proposta organica di superamento della Legge Bossi-Fini, che in questi giorni, grazie all’iniziativa parlamentare di Riccardo Magi, è in discussione alla Camera. 

Nell’era in cui ovunque in occidente soffiano i venti nazionalisti abbiamo rilanciato con forza la battaglia per un’Europa federale, dando il via alla lista +Europa con Emma Bonino che, al netto delle diverse opinioni che i radicali hanno maturato circa la sua evoluzione in partito, ha riportato dopo molti anni i radicali in Parlamento e in due Consigli Regionali. La conquista di queste postazioni istituzionali ci ha permesso di rafforzare il potenziale di iniziativa politica, ampliandolo anche su altri cruciali temi del nostro tempo: antiproibizionismo, conquista di nuovi strumenti per le iniziative popolari, lotta al caporalato, cooperazione internazionale, maternità responsabile e diffusione dei contraccettivi in Africa.

Eppure, questi passi avanti, non riescono ancora a colmare il vuoto lasciato da Marco Pannella, e dalla sua straordinaria capacità di costruire lotte e conquistare libertà per tutti, senza un grammo di potere. Nonostante questo vuoto, abbiamo scelto di proseguire la storia radicale, senza relegarla a un archivio, di provare a portarla avanti con le forze e le idee che abbiamo, fra le innumerevoli criticità legate al passato e alla difficoltà di stare assieme fra Radicali, di ieri e di oggi. 

Proprio in questa ottica di rilancio del Movimento, per il secondo anno di seguito abbiamo organizzato il Radical Lab, una straordinaria opportunità formativa per molti giovani under 28 che si sono potuti confrontare con i dirigenti radicali, di ieri e di oggi.

Un oggi pieno di dubbi, complessità e difficoltà che però connotano anche il mondo fuori dal microcosmo radicale, un mondo sempre più complesso e difficile che in parte, per alcuni suoi connotati cruciali era stato intravisto con largo anticipo dalle battaglie e proposte radicali.

Sebbene da radicali siamo abituati a vivere nelle avversità, mai come oggi alcune domande profonde sul nostro futuro devono inevitabilmente avere risposte e occorre discuterne tutti insieme a Congresso, fra compagni. 

Domande sulla nostra organizzazione e sulla mission attuale dei radicali. Su come continuare le nostre lotte per libertà delle persone, in un contesto nazionale ed europeo forse meno grigio rispetto a qualche mese fa ma ancora molto preoccupante come da noi denunciato con il recente Dossier sullo Stato di Diritto. Domande alle quali possiamo e dobbiamo provare a rispondere anche grazie al preziosissimo lavoro di Lorenzo Strik Lievers che un recente documento ci ricorda come l’iniziativa radicale, all’interno di una analisi di lungo periodo, sia sempre stata “storicizzata” rispetto al momento storico in sui si inseriva.

Proprio perché promotori di un metodo e non di un’ideologia, da radicali, dobbiamo interrogarci su noi stessi e sui tempi che viviamo, tempi che ci paiono preoccupanti, ma che spetta a noi rendere interessanti.

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