Legge truffa dell’8xmille: lo Stato recuperi oltre mezzo miliardo regalato alla Chiesa cattolica ogni anno. Pieno sostegno a emendamenti Magi-Nencini.

Chiediamo l’immediata riforma del meccanismo di ripartizione dell’8xmille. Una conquista di laicità e un sostegno per le casse dello Stato.

La maggioranza di Governo sarebbe al lavoro per inserire nel Decreto fiscale un emendamento che consenta al cittadino di indicare in dichiarazione dei redditi la destinazione dell’8xmille di competenza Statale alla ristruttrazione, alla messa in sicurezza e all’efficientamento energetico delle scuole italiane, senza la possibilità di derogare alle scelte dei cittadini destinando le risorse ad altre finalità.

Occorre ricordare quello che nessuno ricorda e cioè che il problema del meccanismo di ripartizione delle risorse ricavate dall’8×mille non risiede nel come lo Stato decide di destinarle ma nella destinazione delle risorse di chi non sceglie. Infatti l’Articolo 47 della legge nr. 222 del 1995 prevede che in caso di scelte non espresse da parte dei contribuenti, la destinazione si stabilisce in proporzione alle scelte espresse.

In base a questo meccanismo si verifica un inammissibile bluff che consente alla Chiesa Cattolica di incassare anche i soldi di chi non attua alcuna scelta nella dichiarazione dei redditi.

I dati ufficiali ci dicono che ben l’80% del gettito va alla Chiesa cattolica nonostante solo il 35% dei contribuenti abbiano indicato la Chiesa come destinatario. Nel 2019 (redditi 2015 ripartiti nel 2019) la Chiesa cattolica ha incassato oltre 1 miliardo di euro (1.071.518.621 €), di questi ben oltre mezzo miliardo deriva da una redistribuzione truffaldina.

Diamo pieno sostegno agli emendamenti dei parlamentari Magi e Nencini presentati questa mattina alla Camera insieme a Carlo Troilo, giornalista, consigliere generale della Associazione Luca Coscioni. Gli emendamenti prevedono di:

  • destinare allo Stato per scopi di interesse sociale o di carattere umanitario le quote dell’otto per mille “non destinate”;

  • pubblicizzare la destinazione statale dell’otto per mille;

  • escludere dall’esenzione IMU gli enti non commerciali, inclusi quelli ecclesiastici, se all’interno di essi si svolga, in qualsiasi forma, una attività di carattere commerciale di tipo ricettivo;

  • costituire una commissione governativa e delegare il governo ad emanare uno o più decreti legislativi per dare piena attuazione alla sentenza della Corte di Giustizia europea del 6 novembre 2018 che ha ordinato il recupero dalla Chiesa Cattolica dell’IMU arretrata dovuta alla Stato italiano che secondo le stime sono almeno quattro miliardi di euro.

 

Mettiti in contatto con noi

 

DIFFONDI LA CAMPAGNA