Lombardia, aborto: dopo l’audizione del comitato promotore “Aborto al Sicuro” la maggioranza chiama a raccolta i pro-life.

Il 19 aprile scorso Radicali Italiani, l’Associazione Luca Coscioni e l’Associazione Enzo Tortora Radicali Milano, insieme a decine di realtà aderenti, hanno depositato presso gli uffici del Consiglio regionale della Lombardia quasi il doppio delle firme necessarie per portare in aula una proposta di legge di iniziativa popolare sulla reale applicazione della legge 194 in regione. In Italia l’aborto è legale e gratuito dal 1978, eppure, a 41 anni dalla promulgazione della legge che lo norma, lo stesso Ministero della Salute stima che fra le 10mila e le 15mila donne, ogni anno, rischiano ancora la propria salute abortendo in clandestinità. I problemi di applicazione della legge sono molteplici, dall’obiezione di coscienza “di struttura”, che si verifica quando una struttura ospedaliera non ha in organico medici non obiettori, all’inefficienza dei consultori nel seguire la donna non solo nel percorso di interruzione volontaria della gravidanza ma anche nel saper dare alle donne consigli mirati per la contraccezione.

La III Commissione (Sanità e Politiche Sociali) regionale ha già audito i presentatori per avviare l’iter legislativo il 9 ottobre scorso e si appresta ad una seconda tornata di audizioni, questa volta i soggetti sono proposti dai consiglieri commissari. I partiti di governo hanno chiamato a raccolta una decina di associazioni pro-life, come l’Unione Giuristi Cattolici Italiani di Brescia, il Comitato “Difendiamo i nostri Figli”, l’Associazione “NO 194”, l’Associazione Giuristi per la Vita, il Movimento per la Vita e Family Day: molte di queste realtà rientrano tra i promotori e gli aderenti al “Congresso della Famiglia” tenutosi a fine marzo a Verona e sono state segnalate delle inchieste giornalistiche di Report per finanziamenti sospetti ai movimenti internazionali di estrema destra.

“Auspichiamo che quest’audizione mantenga il focus sul testo che elenca le nostre proposte. L’abbiamo scritto insieme ad operatrici e operatori che applicano la legge 194 nella nostra regione partendo dalle criticità in cui si trovano ad operare e da quelle che vengono riportate dalle donne che accedono ai servizi. Abbiamo la necessità di interloquire nel merito con l’assessore Gallera e con la commissione per far loro comprendere che l’applicazione di ABORTO AL SICURO, ridurrebbe ulteriormente il numero di interruzioni volontarie di gravidanza e per questo abbiamo inviato una lettera firmata da una trentina di medici da consultori e ospedali lombardi. All’audizione saranno presenti due primarie di reparto, una direttrice di scuola di specialità e l’altra segretaria regionale della più importante associazione di categoria italiana, che potranno spiegare se e come le nostre proposte sono adatte a sciogliere i nodi applicativi della legge e fare della Lombardia una regione efficiente anche nel rispondere al bisogno di accoglienza e sicurezza sanitaria in tema di salute sessuale e riproduttiva” dichiara Sara Martelli, coordinatrice di Aborto al sicuro.

“Proprio perché i dati sugli aborti clandestini risultano ancora oggi allarmanti è necessario portare questa proposta di legge in molte altre regioni italiane cercando così di superare la disomogeneità dei servizi sul territorio e garantire alle donne il diritto alla scelta” aggiunge Giulia Crivellini, tesoriera di Radicali Italiani.

Le fa eco il consigliere Michele Usuelli di Più Eropa con Emma Bonino: “Osservando la provenienza dei nove auditi proposti dalla maggioranza, trovo sconcertante che il centrodestra lombardo, in tema di diritti civili e salute, abbia come unici rifermenti il Popolo della famiglia e le associazioni integraliste anti-abortiste. Mi auguro comunque che sia possibile trovare forme di dialogo con la parte più liberale della maggioranza, per salvaguardare l’impianto complessivo della proposta di legge e i punti maggiormente qualificanti in tema di tutela dei diritti e della salute delle donne”.

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