Libia: senza Europa si va verso spartizione tra Putin ed Erdogan come in Siria

Boni: “Servono gli Stati Uniti d’Europa per fermare il domino di violenza in Libia, come in Siria, in Ucraina come in Yemen”

“Mentre le diplomazie degli Stati europei, in primis Francia, Italia e Germania, hanno tentato, ognuno per conto suo, per anni, inutili tavoli di confronto con i leader e le bande libiche, Russia e Turchia entrano in scena e si preparano con le armi a trasformare la Libia nella nuova Siria o in una nuova Somalia”, dichiara Igor Boni, Presidente di Radicali Italiani.

“Di Maio sarà a Tripoli martedì per tentare di aprire inutilmente nuovi spiragli. Inutile perché l’Italia da anni si occupa della Libia solo per fermare una invasione di migranti che non c’è, producendo ulteriore morte dopo aver foraggiato i criminali libici con accordi inqualificabili. Noi italiani siamo stati parte del problema e lo pagheremo a caro prezzo, come sono stati parte del problema gli egoismi dei singoli Stati europei.

L’unica soluzione è un’Europa che abbia una politica estera, militare, di difesa e diplomatica comune. Una politica europea che imponga alle Nazioni Unite scelte che non lascino il campo a Putin ed Erdogan. Altrimenti in Siria come in Libia, in Ucraina come in Yemen saranno le armi e i regimi illiberali e violenti a vincere mettendo sotto scacco gli Stati europei, Italia in testa”.

16 dicembre 2019

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