Sostanze stupefacenti: Conte assegni delega a politiche sulle tossicodipendenze a chi è competente

 

“Ministri leghisti del precedente governo hanno ignorato il tema, sorprende l’accoglienza che Salvini ha trovato a San Patrignano”

Matteo Salvini non si smentisce mai e anche nella sua passerella a San Patrignano si è prodotto nelle solite battute e falsità, questa volta sui risultati della legalizzazione della cannabis in Colorado. Come dimostrano i report di chi studia seriamente la materia, nello stato dopo cinque anni la legalizzazione va avanti, con più luci che ombre. Nessuno degli undici stati Usa che hanno legalizzato la cannabis è tornato indietro e il fronte della legalizzazione si sta allargando” dichiara Igor Boni, Presidente Radicali Italiani e Jacopo Vasini, candidato radicale in “+Europa Bonaccini Presidente” alle elezioni regionali dell’Emilia Romagna, nella circoscrizione di Rimini.

Quello che ci ha stupiti – aggiungono – è l’accoglienza trionfale ricevuta dal leader leghista a San Patrignano. Ai responsabili di San Patrignano non interessa forse che durante il primo governo Conte i ministri leghisti Fontana e Locatelli, con delega alle politiche sulle tossicodipendenze, non abbiano fatto nulla? Non hanno neppure pubblicato la relazione al Parlamento sulle tossicodipendenze entro i termini di legge, resa nota solamente a dicembre dal governo Conte 2.

Chiediamo al Presidente del Consiglio dei ministri di recuperare il tempo perduto consegnando le deleghe a un politico capace e esperto in materia, affinché lavori subito all’organizzazione della Conferenza nazionale sulla Droga, che avrebbe dovuto tenersi ben nove anni fa ai sensi del Testo Unico delle leggi sulle droghe (dell’art. 1, comma 15,  D. lgs. 309/1990).

I Radicali non sono mai stati per il tanto peggio tanto meglio; da quando esistiamo, pur battendoci per una radicale riforma delle politiche sulle droghe in senso antiproibizionista, abbiamo sempre richiamato tutti i governi che si sono succeduti al rispetto delle leggi. La situazione attuale, in cui circolano sempre più droghe che alimentano sempre più mafie (con la cannabis e i suoi consumatori a fare da facile capro espiatorio) è la risultante del fallimento del proibizionismo e del mancato rispetto della legge”.

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