Newsletter gennaio 2020

Prescrizione: se la Giustizia soffre

Giulia Crivellini, avvocato e tesoriera di Radicali Italiani

La lunghezza dei processi è uno dei sintomi che fa risuonare l’allarme di ben altre e urgenti riforme.

Prima ancora che essere contro l’abolizione della prescrizione, siamo – come cittadini, attivisti e avvocati – contro la visione generale della c.d. “riforma Bonafede” in materia di giustizia. Una visione che equipara la certezza del diritto nel nostro paese alla certezza della condanna. Una visione nella quale la prescrizione – che è l’istituto che estingue il reato con il trascorrere di un elevato periodo di tempo, rendendo il “fattore tempo” un fattore di giustizia – diventa solo un ostacolo da abbattere. La prescrizione diventa nel racconto odierno una sconfitta. Ma in decenni di battaglia radicale per la giustizia giusta, la vera sconfitta – per noi – è la lungaggine dei processi che tiene in ostaggio la giustizia penale, civile e amministrativa. È, prima di tutto, la storica sconfitta dello Stato: una sconfitta che la riforma ormai in vigore da inizio gennaio non farà altro che aggravare attraverso processi senza fine. Dietro questa pessima riforma, voluta dal precedente governo e retta dall’attuale esecutivo, c’è anche l’idea di fondo che l’individuo – presunto innocente o “presunto colpevole”, come si tende perlopiù a far passare in questi tempi – debba essere il bersaglio mobile della pretesa punitiva dello Stato. Questa pur legittima e fondamentale prerogativa punitiva dello Stato, che garantisce convivenza sociale, deve però affondare le radici, all’interno di ogni società che si voglia definire civile e democratica, in istituti che garantiscano tutele alla persona e contropoteri di difesa. La pretesa punitiva deve essere anzitutto “giusta”, mentre in assenza di garanzie diviene unicamente arbitraria e autoritaria. Il lungo dibattito che ha accompagnato la nascita e l’entrata in vigore di questa riforma si è inoltre caratterizzato dalla facilità con cui è oggi possibile sfornare falsi miti e disinformazione. Il controcanto dei numeri, dei dati, degli esperti e dei giuristi – ossia di chi vive ogni giorno la macchina della giustizia – è stato silenziato da annunci roboanti di pene sicure per i “corrotti” e di creazione di furbissimi mostri (gli avvocati) che cercano con ogni stratagemma di trascinare più a lungo possibile i processi a vantaggio dei loro ricchi assistiti. Nessuna analisi è stata prodotta in merito ai costi economici di questa riforma: eppure lo Stato è già oggi debitore verso migliaia di cittadini in base alla c.d. legge Pinto che tutela il cittadino dalla irragionevole durata dei processi. E allora la nostra azione non può fermarsi: dobbiamo essere antidoto contro la disinformazione. Perché le riforme che vengono promosse sulla scia di “slogan” ed in assenza di una visione della gestione delle cose sono l’origine di questo male cronico, e non la loro soluzione. E la lunghezza dei processi è solo uno dei sintomi che fa risuonare l’allarme di ben altre e improcrastinabili riforme strutturali.

 

2020: un anno cruciale per il futuro del Movimento

Radicali Italiani nell’ultimo congresso di Torino si è impegnata per una raccolta straordinaria di iscrizioni e contributi. Quest’anno vogliamo raccogliere almeno 400mila euro perché crediamo che oggi Radicali italiani non possa solo puntare a sopravvivere o a vivere, ma debba provare ad intestarsi traguardi più ambiziosi.

In questa fase storica la nostra missione principale è quella di convincere quante più persone possibili che non esiste altra via per promuovere il benessere dei cittadini che quella di una democrazia finalmente compiuta, rispettata, sentita come propria e utile da ciascun cittadino.

Sarai al nostro fianco anche nel 2020? Iscriviti ora se non lo hai ancora fatto o dona ora per la vita delle nostre battaglie.

 

Ribadire la forza del diritto contro l’abuso del potere, con uno sguardo attento al 2 febbraio

Massimiliano Iervolino, segretario di Radicali Italiani

Abbiamo lavorato incessantemente per tutta la fine del 2019, con te al nostro fianco, nella speranza di avere dalla nostra parte, dalla parte del Diritto, anche un messaggio autorevole da parte della prima carica dello Stato. Ma questo non è accaduto.

Vogliamo una politica migratoria che superi definitivamente la Bossi-Fini e le follie dei più recenti ma altrettanto dannosi Decreti Sicurezza. Una proposta noi ce l’abbiamo già e si chiama “EroStraniero”, legge di iniziativa popolare sottoscritta da decine di migliaia dei cittadini e già incardinata in Commissione Affari Costituzionali alla Camera dei Deputati. Come Radicali ci impegneremo da subito a portare la questione al centro del dibattito senza ideologie o battaglie di posizionamento, perché per noi l’urgenza è una questione di Diritto, di Stato di Diritto e di diritti.

Abbiamo una data segnata in calendario: il 2 febbraio. Quando automaticamente e senza dibattito parlamentare verrà rinnovato il memorandum con la Libia. Un Paese da anni in balìa dell’instabilità, oggi infiammato irrimediabilmente dalla guerra civile. Ci riappelleremo pubblicamente a Palazzo Chigi e alle Camere perché il rinnovo di un accordo inaccettabile non debba avvenire attraverso metodi antidemocratici che umiliano un Parlamento di cui adesso più che mai sentiamo il bisogno per far valere i principi della Democrazia Liberale in una delle sue crisi più profonde.

 

Vittoria radicale al TAR contro la delibera razzista di San Germano Vercellese

Igor Boni, presidente di Radicali Italiani

La vicenda è letteralmente incredibile. Alcuni comuni guidati da sindaci leghisti o simpatizzanti leghisti nell’estate 2017 approvarono delle delibere dello stesso tenore di quella di San Germano v.se (VC) che già nel titolo era esplicitamente razzista: “Tutela del territorio sangermanese dall’invasione/immigrazione delle popolazioni africane e non solo. Provvedimenti”. Molti comuni sollecitati dai prefetti ritirarono la delibera che era palesemente incostituzionale. La Sindaca di San germano V.se, Michela Rosetta, no. Non servì una nostra lettera e un incontro con il Prefetto di Vercelli, non servì una interrogazione all’allora Ministro dell’interno Marco Minniti che rispose di non avere competenza per cancellare una delibera di un comune. Continua a leggere ->

 

Appuntamento: Democrazia e Partiti, l’attuazione dell’articolo 49 della Costituzione

Massimiliano Iervolino, segretario di Radicali Italiani

Fulco Lanchester, Michela Allegri, Giovanni Guzzetta, Alessandro Sterpa, Dino Rinoldi e Chiara Moroni animeranno il Seminario di Radicali Italiani per una nuova legge che dia piena attuazione all’art.49 della Costituzione. L’appuntamento è previsto per l’1 febbraio nella sede del movimento in via Angelo Bargoni 32 a Roma. L’attuale legge sui partiti risulta del tutto inadeguata a rispondere al dettato costituzionale previsto dall’art. 49: per di più le norme in vigore fotografano l’esistente senza riconoscere, e dunque regolamentare, nuove e diverse forme di partecipazione alla vita politica del Paese. In poche parole una legge che nasce già vecchia. La selezione della classe dirigente è affidata a uno sparuto gruppo di persone, quando al contrario dovrebbe essere frutto ed espressione della vita interna dei partiti che si sviluppa con metodo democratico. Riconsegnare piena legittimità democratica alle Istituzioni passa necessariamente da una previsione legislativa che rimetta al centro i cittadini e i loro diritti nell’esercitare appieno il dettato dell’art. 49.

 

Lombardia, cannabis terapeutica: risolvere la gaffe coi pazienti per non vanificare gli effetti di un buon atto dell’amministrazione regionale

Barbara Bonvicini, direzione di Radicali Italiani, e Michele Usuelli, consigliere regionale in Lombardia.

E’ notizia recente, appena ripresa dalla stampa, la nostra denuncia dal Consiglio Regionale della Lombardia sull’intoppo che sta complicando la vita a molti pazienti in cura con la cannabis terapeutica. In questi giorni, negli ambulatori di terapia del dolore e cure palliative, si stanno presentando fuori appuntamento e in urgenza molti pazienti in possesso di piani terapeutici semestrali per la cannabis perfettamente validi. Continua a leggere ->

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