Mozione generale approvata dal secondo Comitato nazionale di Radicali Italiani

Il Comitato nazionale di Radicali Italiani, riunito a Roma dal 31 gennaio al 2 febbraio 2020,

sottolinea come siano trascorsi quindici mesi da quando il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha firmato il decreto legge in materia di sicurezza e immigrazione, con l’invio contestuale di una lettera al Presidente del Consiglio contenente alcune osservazioni, e come siano passati cinque mesi dalla segnalazione di “rilevanti perplessità” sul c.d. decreto sicurezza bis, sul quale veniva richiesto dallo stesso Presidente della Repubblica un nuovo intervento normativo;

Rileva che, nonostante i richiami del Colle, né il Governo né il Parlamento hanno messo in campo nessuna iniziativa legislativa di modifica;

per questo impegna gli organi dirigenti a continuare la mobilitazione per l’abrogazione dei decreti sicurezza, nel solco dell’iniziativa denominata “Signor Presidente” che ha visto in pochi giorni circa 2.600 persone firmare un appello al Capo dello Stato affinché durante il messaggio di fine anno ribadisse a milioni di italiani le “rilevanti perplessità” sui citati atti normativi;

Il Comitato denuncia che, nel silenzio generale, domenica 2 febbraio sarà automaticamente rinnovato per altri tre anni il Memorandum d’intesa Italia-Libia: un accordo che prevede aiuti economici e il supporto in termini di mezzi e di formazione alla famigerata Guardia costiera libica, adottato in palese violazione dell’articolo 80 della nostra Costituzione;

osserva come il Memorandum sia stato, in realtà, lo strumento nelle mani dei clan libici per accrescere il proprio potere, sulla pelle delle migliaia di migranti presenti sul territorio libico e detenuti in veri e propri lager, vittime di violenze, stupri, uccisioni, costantemente documentati;

ritiene che, alla luce dell’aggravarsi del conflitto in Libia, è urgente agire affinché il Parlamento si esprima in merito al Memorandum per sospenderne l’efficacia e a tal fine impegna gli organi dirigenti a farsi promotori, con l’Onorevole Riccardo Magi, nell’ambito della votazione sulle “Autorizzazioni e proroga di missioni internazionali”, di una risoluzione che preveda la sospensione degli accordi con la Libia in materia di controllo dei flussi migratori;

ribadisce inoltre che il presidio nonviolento che si svolge questa domenica 2 febbraio a Montecitorio vuole contestare al nostro Paese la violazione della Costituzione e denunciare la complicità nelle violazioni dei diritti umani e nelle migliaia di morti che sono avvenute e avvengono nel Mediterraneo.

Il Comitato, nel ribadire la mobilitazione costante del movimento in materia di accoglienza, integrazione e cittadinanza, esprime soddisfazione per la prosecuzione dell’esame della proposta di legge di iniziativa popolare “Nuove norme per la promozione del regolare permesso di soggiorno e dell’inclusione sociale e lavorativa di cittadini stranieri non comunitari” – lanciata con la campagna Ero straniero – da parte della Commissione affari costituzionali della Camera e l’intensificarsi delle audizioni in merito, grazie anche al lavoro di Riccardo Magi che è relatore del provvedimento, e ribadisce il proprio impegno affinché si arrivi quanto prima alla sua approvazione, portando a compimento una riforma della norme in materia di immigrazione non più rinviabile e ogni giorno più necessaria, anche alla luce dell’aumento dell’irregolarità a causa delle modifiche introdotte nel 2018 con il decreto “sicurezza”.

Il Comitato valuta positivamente l’iscrizione di Radicali italiani al Registro dei partiti; tuttavia, come più volte denunciato, riconosce i limiti della legge 21 febbraio 2014, n. 13 anche perché le norme in vigore fotografano l’esistente senza riconoscere, e dunque regolamentare, nuove e diverse forme di partecipazione alla vita politica del Paese;

sottolinea, come già fatto all’interno della Mozione congressuale, che l’iscrizione del Movimento al registro dei partiti debba anche essere utilizzata come strumento di denuncia e di iniziativa politica per una riforma della legge 21 febbraio 2014, n. 13;

per questo saluta positivamente la scelta di tenere, come primo momento di approfondimento all’interno di questo Comitato nazionale, il seminario “Democrazia e partiti: l’attuazione dell’articolo 49 della Costituzione”; ringrazia quindi i relatori e le relatrici che sono intervenuti/e e impegna gli organi dirigenti a continuare una collaborazione con il mondo politico e accademico affinché si arrivi alla predisposizione di iniziative e proposte di riforma;

ribadisce come tale seminario sia il primo di una serie di momenti di approfondimento con esperti e realtà della società civile al fine di costruire una nuova analisi del contesto politico e sociale da porre alla base dell’iniziativa Radicale; per questo dà mandato agli organi dirigenti di prevedere un secondo appuntamento, da convocare entro la metà di marzo, dal titolo: “I costi della (non) Europa”, e un terzo, all’interno del secondo comitato ordinario, su “mafie e proibizionismi” con l’obiettivo di presentare una vera e propria “manovra economica dei diritti” che raccolga alcune delle battaglie radicali – a partire da quelle antiproibizioniste su droga e sesso, sulla regolarizzazione degli immigrati e i diritti ambientali – come opportunità di sviluppo economico, oltre che di progresso civile e di lotta alla criminalità.

Il Comitato rileva che durante la c.d. prima repubblica, i partiti di massa, prodotto delle diverse culture politiche affermatesi nel ‘900, abbiano svolto il loro ruolo di intermediazione politica e di selezione della classe dirigente ma, fin dall’entrata in vigore della Costituzione, la loro funzione è andata via via degenerando in una occupazione sistematica degli organi dello Stato, della pubblica amministrazione e di tutti gli ambiti della società, con il fine ultimo di controllare il consenso;

rileva che, in quasi cinquant’anni, il potere giudiziario è stato subordinato alla partitocrazia e la stagione di Tangentopoli non ha portato ad un equilibrio tra il potere politico e quello giudiziario ma ha prodotto invece un nuovo squilibrio, questa volta a favore del secondo. E’ in questo contesto di giustizialismo e di antipolitica che nascono le proposte dei 5 stelle riguardanti la prescrizione e il taglio del numero dei parlamentari.

ribadisce infatti come la recente legge che abolisce in ambito penale la prescrizione dopo la sentenza del giudizio di primo grado, mini profondamente le basi dello Stato di diritto e la garanzia della ragionevole durata dei processi; ribadisce inoltre come le ripercussioni negative della riforma saranno devastanti anche sul piano economico e dell’amministrazione della giustizia, a causa della probabile esplosione di risarcimenti per irragionevole durata dei processi e dell’enorme aggravio del carico giudiziario per le Corti d’appello e la Corte di Cassazione, come anche sottolineato dal Primo Presidente della Cassazione, Giovanni Mammone, durante l’inaugurazione dell’anno giudiziario;

impegna quindi gli organi dirigenti di Radicali Italiani a pubblicare un aggiornamento del Dossier Stato di diritto e a realizzarne una sintesi sulla quale raccogliere sottoscrizioni di personalità della politica, della cultura e della società, al fine di incardinare iniziative politiche e di denuncia del processo in atto di attacco alla democrazia liberali;

al fine di rilanciare l’iniziativa sulla incredibile vicenda di Vitaly Markiv, condannato senza prove a 24 anni di carcere per l’uccisione di Andrea Rocchelli e Andrei Mironov, impegna inoltre gli organi dirigenti del movimento a diffondere e sostenere l’iniziativa di un pool di giornalisti italiani e ucraini che stanno realizzando un documentario/inchiesta “The wrong place” per fare luce sul caso.

ritiene inutile la riforma costituzionale del taglio del numero dei parlamentari senza che sia accompagnata da un riassetto più generale dell’impianto istituzionale che superi, ad esempio, il bicameralismo perfetto, e restituisca maggiore centralità al Parlamento frenando il ricorso alla decretazione d’urgenza o al voto di fiducia, per questo, in vista della consultazione referendaria del 29 marzo, dà mandato agli organi dirigenti di attivarsi per una campagna per il no;

Il Comitato ritiene che la proposta di nuova legge elettorale presentata dal presidente della commissione Affari costituzionali della Camera Giuseppe Brescia, che prevede un sistema proporzionale con uno sbarramento al 5%, limiterebbe ancora di più la scelta dei cittadini. In pratica più potere ai segretari di partito i quali, oltre a scegliere chi verrà eletto in Parlamento, una volta chiuse le urne, potranno decidere con chi fare il Governo;

segnala come per l’ennesima volta venga messa in campo una riforma della legge elettorale al solo scopo di ostacolare gli avversari e non per garantire governabilità e rappresentanza territoriale, per di più il testo base presentato dall’Onorevole Giuseppa Brescia è il frutto di un accordo tra il Partito democratico e il Movimento 5 Stelle che per le forze maggiori tramite uno sbarramento del 5%, punta ad attenuare la riforma del taglio dei parlamentari; e riafferma la preferenza per un sistema maggioritario che dia al singolo cittadino il potere di scegliere da chi essere governato e rappresentato in Parlamento;

ricorda come l’iniziativa della lista Pannella per il Partito Democratico del 1993 nasceva proprio dal tentativo di riformare il Paese, laddove il sistema elettorale maggioritario era solo una prima parte della riforma, da affiancare a una riforma costituzionale utile anche a garantire i giusti contrappesi per evitare il pericolo dei “pieni poteri”;

per questo, nel salutare la vittoria del presidente Bonaccini in Emilia Romagna, ritiene che il “partito nuovo” evocato in questi giorni da Nicola Zingaretti possa avere un senso solo in uno spirito maggioritario e con l’ambizione della costruzione di una nuova idea di società che contempli anche una riforma radicale delle istituzioni capace di far convivere le forze progressiste ed europeiste in un unico partito;

il Comitato ritiene infatti che il fronte europeista sia eccessivamente schierato a difesa dello status quo e reputa quindi essenziale il contributo Radicale al fine di incardinare proposte e lotte autenticamente riformatrici come quella per gli Stati uniti d’Europa, per la legalizzazione delle droghe e della prostituzione come contrasto delle mafie e per la riforma in senso americano delle istituzioni;

Il Comitato giudica fondamentale il rilancio delle Associazioni locali e per questo saluta positivamente le iniziative messe in campo come l’avvio del progetto “Podcast” e il “Prontuario di lotte Radicali nelle istituzioni Regionali; ritiene inoltre importante che le Associazioni si adeguino allo statuto del Movimento affinché possano essere riconosciute, anche al fine di poter convocare, per la prima volta e come previsto dall’art. 4, l’Assemblea delle Associazioni Radicali riconosciute, dà mandato agli organi dirigenti di organizzare degli incontri su base regionale anche per contribuire all’autofinanziamento del Movimento. Al riguardo il Comitato ritiene essenziale il lancio di una campagna di tesseramento ed autofinanziamento di carattere straordinario e invita la dirigenza tutta a mettere in campo ogni iniziativa necessaria per garantire la sostenibilità e la vita del Movimento;

si impegna a sostenere e a promuovere l’iniziativa di autoconvocazione della Conferenza nazionale sulle droghe, che si terrà a Milano il prossimo 28 e 29 febbraio, promossa dalle Associazioni per la riforma delle politiche sulle droghe per sopperire all’illegalità dello Stato che, in ripetuta violazione della legge 309/90, non adempie all’obbligo di convocare il momento più importante di confronto sulle politiche sulle sostanze stupefacenti in Italia;

Il Comitato ringrazia la coordinatrice dell’Associazione Adelaide Aglietta, Patrizia De Grazia, per la sua lotta nonviolenta in sostegno dei manifestanti di Honk Kong, che da oltre otto mesi scendono nelle piazze per la democrazia e il rispetto dei diritti umani.

Massimiliano Iervolino

Giulia Crivellini

Igor Boni

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