Coronavirus, carceri: contagio nelle case circondariali è bomba pronta a esplodere, subito misure per ridurre presenze

“La scelta del Ministero di bloccare i colloqui parentali e i rapporti con l’esterno appare del tutto insufficiente e già immediatamente smentita dai primi episodi di contagio che hanno riguardato agenti della polizia penitenziaria. Rispetto agli agenti è chiara l’impossibilità di prevedere qualsiasi blocco all’accesso alle strutture. Stiamo dicendo da giorni che il contagio da coronavirus sarebbe arrivato nelle carceri a momenti e che lì sarà impossibile contenerlo e gestirlo.

Si tratta di evidenze che richiedono un’immediata risposta da parte delle Istituzioni. È urgente una misura che possa ridurre subito il numero delle presenze e permettere la gestione dell’eventuale contagio con numeri limitati. Se il governatore De Luca individua in 5000 il tetto massimo di contagi gestibili per la sanità di tutta la Campania, è evidente che, laddove il contagio riguardasse Poggioreale, dove è impossibile approntare un qualsiasi argine alla diffusione della malattia, avremmo oltre 2000 detenuti malati in pochissimi giorni.

Per questo riteniamo che da un lato il Governo e il Parlamento debbano prendere i provvedimenti di moratoria da più parti sollecitati, adottati addirittura dall’Iran, e dall’altro invitiamo la magistratura, attesa la riduzione del carico di udienze ordinarie, a disporre una task force per la concessione delle misure alternative. Ci sono centinaia di istanze pendenti che potrebbero essere decise in poco tempo se gli sforzi fossero concentrati soltanto su queste richieste.

Se venissero valutate e istruite soltanto le istanze ex legge 199\10 e le ulteriori misure alternative concedibili in via provvisoria dal magistrato di sorveglianza potremmo avere un primo rilevantissimo calo delle presenze in carcere” dichiarano Massimiliano Iervolino e Giulia Crivellini, Segretario e Tesoriera di Radicali Italiani.

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