Coronavirus, Viminale pensi a contenere il contagio nel sistema di accoglienza e non solo a rafforzare i controlli ai confini per bloccare migranti

Quattro anni fa la firma dell’accordo Ue-Turchia che annullava la rotta balcanica.

“Apprendiamo che il ministero dell’Interno ha assegnato 100 militari dell’Esercito Italiano alla provincia di Trieste per le esigenze di ordine e sicurezza pubblica e per il controllo del confine con la Slovenia. Un’iniziativa che sembra avere, tra gli obiettivi, quello di impedire l’accesso di rifugiati e migranti nel territorio nazionale. Proprio quattro anni fa veniva sottoscritto il vergognoso accordo tra Unione europea e Turchia che impegnava il paese governato da Erdogan a fermare il flusso diretto verso la Grecia in cambio di sostegno economico, portando praticamente a zero i transiti lungo la cosiddetta rotta balcanica. Sebbene sia essenziale prestare attenzione ai movimenti di persone che possono contribuire alla diffusione del coronavirus, ricordiamo che la rotta balcanica, attualmente, non rappresenta un pericolo. Il Viminale dovrebbe, piuttosto, mettere in campo tutte le azioni possibili per scongiurare la diffusione del virus tra i migranti e i rifugiati che si trovano in Italia, creando nuovi posti all’interno del circuito di accoglienza che consentano a chi è al termine del proprio percorso di restarvi ancora e a chi ne è già fuoriuscito di rientrarvi. Tutte queste persone si troveranno, altrimenti, in una condizione di emergenza abitativa in cui il rischio di contagio è accresciuto” dichiarano Massimiliano Iervolino e Giulia Crivellini, Segretario e Tesoriera di Radicali Italiani.

Roma, 18 marzo 2020

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