Appello per la “Fase 2” sul diritto alle manifestazioni, alla partecipazione, al voto

Lo stato di emergenza dichiarato il 31 gennaio 2020 e le misure restrittive adottate in seguito per il contrasto all’epidemia hanno inferto strappi dolorosi alla tenuta delle istituzioni democratiche che si caratterizzano per l’equilibrio nella divisione dei poteri.

La stessa vita dei partiti, dei movimenti, dei sindacati e delle associazioni di categoria, sta subendo forti scossoni dovuti all’impossibilità di effettuare riunioni pubbliche, assemblee e manifestazioni, con un evidente sacrificio anche della vita interna a danno dei cittadini che vogliano concorrere all’indirizzo della vita politica e sociale del paese.

Altra lesione riguardo al diritto di iniziativa legislativa e referendaria è determinata dal combinato disposto delle restrizioni in materia di libertà personali e delle leggi che disciplinano le norme per la raccolta firme. Le organizzazioni che esercitano l’iniziativa popolare a tutti i livelli vedono infatti sottratto il loro diritto costituzionale di iniziativa e di partecipazione attraverso referendum, leggi e delibere locali, data l’impossibilità di poter raccogliere le firme per strada.

In questo contesto, con decreto legge il Governo ha spostato in avanti al prossimo autunno la finestra temporale per le elezioni suppletive per la Camera e il Senato, così come per tutte le altre elezioni amministrative che si sarebbero dovute svolgere tra maggio e giugno, ma non ha previsto modifiche alla legge elettorale per consentire il voto a chi si troverà in isolamento domiciliare, né è possibile affermare oggi che nel prossimo autunno la crisi epidemiologica potrà dirsi terminata e dunque che non ci saranno persone in isolamento.

In Germania il voto generalizzato per corrispondenza è previsto dal 1957 e oggi in molti comuni è possibile votare via internet. In Corea del Sud, nelle recenti elezioni per il rinnovo del parlamento nazionale in piena emergenza sanitaria, il 26% cento dell’elettorato ha esercitato il proprio diritto di voto attraverso il voto postale.

Riteniamo dunque indispensabile che Governo, Parlamento e le Task force Covid-19 non dimentichino o rinviino provvedimenti urgenti per garantire i diritti politici e sindacali finora sospesi nella prossima fase in cui il regime di emergenza sanitaria sarà attenuato. Nello sviluppare le norme a supporto della “fase due” per l’uscita dall’emergenza sanitaria governo e parlamento dovrebbero quindi impegnarsi a trovare il giusto bilanciamento tra i principali diritti democratici e la salute pubblica.

Per questo riteniamo urgente:

  • Regolamentare chiaramente il diritto alla manifestazione pubblica politica e sindacale, nel rispetto del distanziamento, come è accaduto e accade già in altri paesi;
  • Intervenire sulle modalità di raccolta firme per via digitale attraverso il sistema “Spid” o altre forme di certificazione. Sia per consentire la presentazione di liste, che richiedono la raccolta di sottoscrizioni su appositi moduli, sia per le iniziative popolari;
  • Garantire per ogni consultazione elettorale il diritto di voto per tutte le persone che si troveranno in isolamento domiciliare o a rischio contagio.

Per combattere l’effetto antidemocratico del corona virus è necessario iniettare gli anticorpi della partecipazione a presidio di strumenti essenziali quali il diritto di voto, il pluralismo e l’iniziativa popolare. La trasformazione digitale in atto non può essere esente dal coinvolgere anche il livello della nostra democrazia.

Questa può e deve essere un’occasione affinché dal corona virus si esca con più democrazia e più partecipazione di prima.

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