9 marzo – 9 maggio la politica di Radicali Italiani nei 2 mesi di lockdown

In questi due mesi, tra mille difficoltà, abbiamo riorganizzato e provato a portare avanti l’iniziativa politica di Radicali italiani.


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Possiamo individuare due filoni principali: l’Europa, e la necessità di una risposta federalista a questa crisi, il tema della democrazia, connesso a quelli della salute, della privacy e dei diritti fondamentali, ora rivolto soprattutto alla fase 2.

Abbiamo per questo ripreso e aggiornato, grazie all’aiuto continuo di Roberto Cicciomessere, la nostra campagna welfare. Inoltre, anche in linea con la Mozione congressuale abbiamo portato avanti il filone dei seminari di approfondimento di Radicali Italiani, realizzando il 21 marzo, in piattaforma online, il 2° seminario denominato “I costi della ‘non’ Europa“.

Abbiamo scritto al Governo, ribadendo che le condizioni delle nostre carceri sono insostenibili e che sono necessarie misure immediate e straordinarie: fuori i detenuti in fine pena, misure alternative e domiciliari per evitare nuovi arrivi.

Abbiamo poi avviato un lavoro di studio sui decreti, a seguito del quale tramite Riccardo Magi abbiamo presentato un emendamento per abrogare la sospensione dell’accesso agli atti amministrativi previsti dal CuraItalia.

Il 20 aprile è partita anche la campagna IoColtivo, che dopo pochi giorni è già diventata la più grande disobbedienza civile di massa mai organizzata sul tema della cannabis.

Numerosi i nostri interventi in merito alla proposta di regolarizzazione per i lavoratori stranieri, rilanciata dal ministro dell’agricoltura Bellanova: come Radicali italiani da tempo lavoriamo su questo tema con la campagna Ero straniero e nelle ultime settimane abbiamo chiesto con più forza al governo di dare a queste persone la possibilità di vivere e lavorare legalmente nel nostro Paese, garantendo diritti e tutele, per tutti.

Questi sono stati anche giorni caratterizzati da un cambio radicale rispetto a quello che è il nostro metodo nel fare politica: lontani dalle piazze abbiamo allargato anche ai compagni di Comitato e delle Associazioni le ancor più frequenti riunioni di Direzione.


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Abbiamo inoltre cercato di aprire al dibattito i nostri social, per questo sono partite una serie di dirette di approfondimento e confronto, denominate “Radicali a domicilio”, affiancando a questo strumento quello del podcast Eretica arricchito con ulteriori contenuti.

È stato inoltre prezioso anche il lavoro avviato nelle singole associazioni che hanno a loro volta fatto dirette e rassegne stampa in questo periodo di lockdown.

Ci siamo dovuti scontrare anche con le difficoltà economiche al nostro interno. A queste abbiamo cercato di fare fronte avviando una campagna straordinaria di autofinanziamento dal nome “Offri un caffè alla tua libertà” e successivamente una campagna di iscrizioni denominata “Con noi per͙”.

Attualmente sono oltre 600 i versamenti che abbiamo ricevuto per l’iniziativa “un caffè” e decine di video stanno tuttora arrivando per la campagna iscrizioni. In questi due mesi, la politica di Radicali Italiani non si è fermata.


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