Aborto: con Umbria inaccettabili passi indietro sui diritti delle donne, regioni seguano esempio Toscana

“Quello che sta accadendo in Umbria è gravissimo e ci fa fare passi indietro nella battaglia per i diritti delle donne: la delibera della giunta Tesei-Pillon riduce le possibilità di utilizzare una metodica alternativa alla pratica chirurgica, ostacolando ulteriormente le donne che, per accedere all’Ivg, devono sottoporsi a un umiliante iter tra obiettori di coscienza e difficoltà di vario tipo.

Radicali Italiani è di fronte al Consiglio della Regione Umbria per chiedere l’accesso all’Ivg senza obbligo di ricovero, il potenziamento dei servizi pubblici affinché essa avvenga in modo sicuro e in materia di assistenza sui metodi contraccettivi.

La Regione Toscana ieri ha preso una decisione importante in questa direzione , compiendo una scelta politica precisa, quella di garantire la somministrazione della RU486 in ambulatorio, senza alcun bisogno di ricovero” dichiara Alessandro Massari, Direzione Nazionale di Radicali Italiani.

“La prossima tappa della nostra battaglia ci porterà di fronte all’Agenzia italiana del farmaco il 2 luglio, per partecipare all’iniziativa ‘Aborto sicuro e contraccezione gratuita per tutti‘ promossa da Pro-choice. Chiederemo che tutte le regioni facilitino l’accesso all’aborto sicuro anziché ostacolarlo e manifesteremo il nostro sostegno al ministro Speranza, che ha presente la necessità di riformare gli atti amministrativi che oggi impediscono la piena libertà di autodeterminazione delle donne. Basti pensare che le linee di indirizzo del ministero risalgono al 2010.

Chiederemo che il Consiglio superiore di sanità elimini l’obbligo di ricovero ospedaliero obbligatorio di tre giorni per la somministrazione dei farmaci e che l’Aifa garantisca la somministrazione per 9 settimane e non solo 7, come accade ora. Non accetteremo alcun passo indietro sui diritti delle donne”.

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