Libia. Ha ragione Saviano: Zingaretti non può fare finta di nulla.

“Oggi Roberto Saviano su “La Repubblica” chiede al segretario del Partito Democratico Nicola Zingaretti di spiegare le motivazioni del voto di ieri per il rifinanziamento della cosiddetta “Guardia Costiera Libica”: un voto che sconfessa un intero partito. Chiediamo anche noi a Nicola Zingaretti di spezzare la coltre di silenzio, ipocrisia e rimozione che copre il voto di ieri”. Così in una nota Massimiliano Iervolino, Giulia Crivellini e Igor Boni, rispettivamente segretario, tesoriera e presidente di Radicali Italiani.

“Solo cinque mesi fa l’Assemblea nazionale PD aveva votato all’unanimità un ODG contro il rifinanziamento della cosiddetta “Guardia Costiera Libica” e per “un’evacuazione urgente e completa dei campi” libici. Cinque mesi dopo quell’inequivocabile documento, ieri i parlamentari del PD hanno votato per rifinanziare (con 3 milioni di euro in più rispetto all’anno scorso) quella che dovrebbe essere chiamata ‘guardia costiera delle bande criminali libiche’”.

“È ancora rintracciabile sul sito ufficiale del Partito Democratico il testo dell’Ordine del Giorno approvato all’unanimità dall’Assemblea nazionale del Partito Democratico lo scorso febbraio, che impegnava il PD a una revisione radicale e complessiva del Memorandum Italia-Libia; a prevedere il superamento del ruolo della guardia costiera libica secondo le indicazioni delle Nazioni Unite e del consiglio d’Europa; a impegnarsi in tutte le sedi istituzionali e politiche per attuare nel più breve tempo possibile, insieme ad Unione Europea e Nazioni Unite, un’evacuazione urgente e completa dei campi di detenzione libici.

Dal Partito Democratico per il momento giunge un’unica forte voce di protesta, quella di Matteo Orfini che giustamente sottolinea come “un partito che dice una cosa e nella sostanza fa l’opposto è un partito che non esiste”. Chiediamo anche alle donne e agli uomini del PD che votarono quella mozione di far sentire la loro voce, di protestare, di non fare passare sotto silenzio una cosa così vergognosa, che costituisce, indirettamente ma chiaramente, una resa incondizionata a Salvini, alla Meloni, al pensiero di una destra italiana che, esattamente come cent’anni fa, si pone a modello per l’intera Europa”.

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