Mozione generale del quarto Comitato nazionale di Radicali Italiani del 25, 26 luglio 2020

Mozione generale approvata con 24 voti favorevoli e 2 astenuti

Qui la mozione particolare a prima firma Boni accolta dal Segretario.
Qui la mozione particolare a prima firma Gravina accolta dal Segretario.
Qui la mozione particolare a prima firma Mainardi accolta dal Segretario.
Qui la mozione particolare a prima firma Olivetti accolta dal Segretario.
Qui la raccomandazione Gravina – Massari.
Qui la raccomandazione Boilini – Massari.

Il comitato di Radicali Italiani, riunito a Roma dal 25 al 26 luglio 2020, sottolinea come la vita ventennale del Movimento (atto costitutivo 4 ottobre 2000) sia stata caratterizzata da innumerevoli iniziative politiche, tre le quali la costituzione della Rosa nel Pugno e di +Europa, la raccolta firme per il referendum abrogativo della legge 40 e per le leggi di iniziativa popolare per la legalizzazione della cannabis, sull’eutanasia legale e sull’immigrazione; prende atto della decisione del Tribunale di Roma che ha visto soccombere Radicali Italiani nella causa intentata dal Partito Radicale Nonviolento Transnazionale e Transpartito.

Tale giudizio fa riferimento a un presunto debito di Radicali Italiani nei confronti del Partito Radicale che non è stato in alcun modo realizzato dagli organi dirigenti degli ultimi anni ma è frutto di una storia comune e deriva dalla commistione delle gestioni dei soggetti radicali della cosiddetta “Galassia radicale” che ha visto Radicali Italiani essere il principale soggetto politico a realizzare in Italia le iniziative radicali, per scelta esplicita di Marco Pannella e di interi gruppi dirigenti durante almeno 15 anni, dalla nascita del movimento alla morte di Marco Pannella.

Il paradosso di questa decisione è evidente a chiunque abbia conoscenza della storia radicale poiché configura un debito che, quand’anche fosse stato contratto, sarebbe stato responsabilità di dirigenti che in larga parte sono oggi parte del gruppo dirigente del Partito Radicale Nonviolento Transnazionale e Transpartito, lo stesso soggetto che chiede a Radicali Italiani di oggi il rimborso.

La necessità di ottemperare alla sentenza nel più breve tempo possibile mette a rischio la vita stessa del Movimento, data l’attuale drammaticità della situazione economica in cui versa il Movimento che non ha attualmente le risorse per saldare il debito e garantire il proseguimento e il rilancio delle attività.

Tutto questo comporta un problema di fondo per coloro che si sentono parte della storia radicale e nutrono ancora i valori e le speranze che quella storia hanno animato e animano. Il “debito” nasce dall’attività dell’insieme delle forze radicali lungo gli anni e la realtà odierna radicale è oggi quella di una divisione tra organizzazioni che conducono, senza contraddizioni significative negli obiettivi e nei criteri, le lotte di sempre dei radicali nel nostro Paese. Se la vicenda del “debito” portasse alla impossibilità di Radicali Italiani di continuare nella sua azione, le conseguenze sarebbero gravissime per tutta l’area, pregiudicando il futuro delle battaglie radicali in Italia. Basti pensare, per non dire altro, alle azioni intraprese da RI sui temi dell’immigrazione o sull’antiproibizionismo. È per questo doveroso e legittimo rivolgersi a tutti coloro che negli anni e nei decenni hanno condiviso la storia e le speranze radicali perché diano mano, forze ed energie – al di là della collocazione che oggi hanno scelto nel mondo radicale – per superare questa crisi e perché possano continuare le lotte radicali anche di RI.

Tale situazione impone agli organi dirigenti del Movimento di definire un piano per recuperare le risorse necessarie, senza intaccare gli introiti derivanti dal 2×1000; a questo scopo il Comitato definisce l’obiettivo di 40.000 € da raccogliere entro il prossimo 31 agosto e altrettanti 40.000 € da raccogliere entro il 15 ottobre. Il mancato raggiungimento di tali risultati, che deve vedere l’impegno e il coinvolgimento innanzitutto degli attuali organi dirigenti, degli eletti e degli iscritti ma che dovrà comprendere anche simpatizzanti e potenziali iscritti, comporterà la necessità di trarre conseguenze politiche sulla possibilità di proseguimento delle attività del movimento.

Il Comitato invita gli organi dirigenti, gli eletti nelle istituzioni nazionali e locali iscritti al movimento, gli ex segretari, ex tesorieri, ex presidenti, ex presidenti del comitato nazionale, oltre a quelli in carica, a farsi promotori di una campagna straordinaria che coinvolga tanto coloro che nell’arco di questi 20 anni hanno dato corpo e vita al Movimento, quanto i nuovi contatti che non hanno ancora convertito l’adesione simpatizzante in iscrizione.

Si dà mandato agli organi dirigenti di informare tramite tutti i canali a disposizione del Movimento, gli iscritti e i simpatizzanti, con l’obiettivo di raccogliere iscrizioni e contributi coinvolgendo il massimo numero di cittadini nell’azione di recupero delle risorse necessarie.

Massimiliano Iervolino
Giulia Crivellini
Igor Boni

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