Referendum, Iervolino: “non assicurato il diritto di voto per chi si trova in isolamento domiciliare”

Dichiarazione di Massimiliano Iervolino, segretario di Radicali Italiani

Sono oltre 36.000 le persone che a 6 giorni dal voto sul Referendum costituzionale si trovano in isolamento domiciliare. Queste persone non potranno esercitare il proprio diritto di voto se non facendone richiesta al sindaco della propria città entro la mezzanotte di domani 15 settembre. La procedura è tutta a carico del cittadino che deve prima procurarsi il certificato medico e poi inoltrare la richiesta al proprio sindaco. Tutta la procedura è prevista solo in modalità telematica nel paese al quart’ultimo posto in Europa per la digitalizzazione. Oltre al danno dell’isolamento domiciliare anche la beffa di un ulteriore fardello burocratico da espletare. Inoltre sarà molto complicato per i Comuni che non hanno strutture ospedaliere con almeno 100 posti letto, allestire le sezioni speciali per raccogliere il voto domiciliare. Come Radicali, consapevoli delle difficoltà che l’emergenza sanitaria avrebbe comportato riguardo l’esercizio del diritto di voto di tutti i cittadini, avevamo proposto di estendere il voto per posta, già previsto per gli italiani residenti all’estero, anche a coloro che si sarebbero trovati in isolamento domiciliare alla data della consultazione referendaria. Ricordiamo che il voto per posta è previsto in Germania dal 1957 ed è stato scelto da oltre il 25% della popolazione alle ultime elezioni politiche. Invitiamo i cittadini a segnalarci eventuali inadempienze, disfunzioni e tutto quanto possa essere utile per denunciare la lesione del diritto di voto.

Roma, 14 settembre 2020

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