Covid: nessuna informazione sui tracciatori, governo chiarisca

“Per essere credibile di fronte all’opinione pubblica e per essere costruttivi in un momento così drammatico per l’Italia, bisogna criticare il Governo laddove ha responsabilità puntuali e non facendo propaganda attraverso la contestazione di problemi strutturali che vengono da lontano, come il titolo V della Costituzione, la mancanza di una medicina territoriale e l’eccessiva burocratizzazione del nostro Paese”, afferma Massimiliano Iervolino, segretario di Radicali Italiani.

“L’esecutivo ha le sue responsabilità su due questioni preminenti: la prima è quella relativa alla mancanza di una banca dati pubblica, come richiesto dall’Istat, che giustifichi le scelte fatte attraverso i Dpcm.

La seconda è relativa alla strategia riassumibile nelle tre T: Test, Trace, Treat. Le domande che sorgono spontanee sono le seguenti: quanti sono a oggi i tracciatori? In questi mesi sono aumentati? E di quanto?

Queste figure sono fondamentali per interrompere la catena di contagio, assieme ai test, tuttavia abbiamo informazioni solo da articoli di giornale; sembrerebbe che fino al 4 maggio fossero zero, poi al 22 luglio 9mila, al 16 ottobre sempre 9mila e il 27 ottobre il Governo ha annunciato un bando per altri 2mila.

Questo ritardo è grave, quanto il numero sostanzialmente costante di persone tamponate durante il mese di giugno, luglio e agosto. Il punto vero è questo: la strategia delle 3 T in Italia non ha funzionato”, conclude.

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