Mozione generale del 5° Comitato Nazionale di Radicali Italiani del 31 ottobre – 1 novembre 2020

Il Comitato nazionale di Radicali Italiani, riunito online dal 31 ottobre al 1 novembre 2020,

ringrazia tutti gli iscritti, simpatizzanti, dirigenti ed eletti del Movimento che in meno di due mesi hanno consentito a Radicali Italiani di continuare a vivere, mettendo in campo una straordinaria campagna di raccolti fondi grazie alla quale è stato possibile raccogliere oltre 80 mila euro e far fronte alla situazione debitoria nei confronti del PRNTT;

ringrazia inoltre le migliaia di cittadini che – pur nel quasi totale oscuramento degli organi di informazione sulle iniziative radicali portate avanti in questi mesi – hanno scelto di “fare fiducia” al Movimento e destinare per la prima volta il proprio 2×1000 a Radicali Italiani;

rileva come la seconda ondata della pandemia da Covid-19 stia mettendo nuovamente alla luce i problemi strutturali che da decenni attanagliano il nostro Paese. Tra questi, il conflitto tra Stato e regioni, la mancanza di una medicina territoriale necessaria a evitare l’eccessiva ospedalizzazione, la disparità tra garantiti e non garantiti, la fragilità del nostro sistema economico, l’elevata burocratizzazione delle procedure e la mancata digitalizzazione nelle amministrazioni pubbliche; 

reputa inadeguata l’azione del Governo in questi mesi in ordine alla strategia delle 3T (Test, Trace, Treat), sostanzialmente fallita per il numero contenuto di tamponi e di tracciatori, e alla mancanza di un database nazionale in cui riversare tutte le informazioni necessarie per “seguire” il virus (luoghi dei contagi, l’uso di mezzi pubblici, le attività svolte) proprio come riportato nella lettera di Giorgio Alleva e Alberto Zuliani, già Presidenti Istat, al Corriere del 17 ottobre scorso; 

considera gli ultimi DPCM firmati dal Presidente Conte come il suo estremo tentativo di tenere insieme diritto alla salute e tenuta economica ma sottolinea che, proprio a causa della mancanza di dati dettagliati e accessibili, senza quindi poter conoscere approfonditamente i modi di trasmissione del virus nel paese, ogni decisione diviene contestabile sia sul piano scientifico che sul piano politico e sociale; 

giudica altresì inaccettabile la lentezza sulla disponibilità dei vaccini anti influenzali, il mancato aumento delle flotte dei mezzi di trasporto, il ritardato scaglionamento degli orari di ingresso nelle scuole, il mancato utilizzo del Mes e la sottovalutazione di quanto era già chiaro ad agosto ossia che la curva non cresceva più linearmente ma esponenzialmente come evidenziato da tutti gli indicatori; 

impegna quindi gli organi dirigenti a rilanciare l’appello del 2 maggio del 2020 attraverso il quale Radicali italiani chiedeva al Governo di rendere pubblici tutti i dati (open data) sull’andamento dell’epidemia; impegna inoltre gli organi dirigenti a riaffermare la centralità del Parlamento e dell’obbligo del rispetto delle leggi anche durante lo stato di emergenza, sottolineando altresì la necessità da parte delle Istituzioni di dire la verità ai cittadini; 

Il Comitato

ritiene inoltre che la pandemia da Covid 19 stia determinando la più pericolosa delle fratture, tra i garantiti e i non garantiti, e sottolinea come la perdita di reddito che sta subendo una parte importante del paese sia devastante (basti pensare che con l’ultimo DPCM si è imposto la chiusura parziale o totale di quasi 400.000 imprese che danno lavoro a più di 1 milione di dipendenti); 

giudica la situazione ancora più allarmante se si considerano gli invisibili e le economie criminali: dalla lettura dei dati forniti dall’Istat nella rilevazione “sull’economia non osservata nei conti nazionali” si comprendono gli interessi in gioco, tant’è che le voci “mafie, traffico di droga, contrabbando, prostituzione, riciclaggio” ma anche “lavoro nero” – soprattutto nel commercio, nei trasporti, negli hotel, nei ristoranti, nell’edilizia e nel lavoro domestico – valgono ben 211 miliardi di euro come valore aggiunto nell’economia italiana, ossia l’11.9% del Pil; 

Dà quindi mandato agli organi dirigenti, insieme al “gruppo economia”, di individuare le iniziative politiche utili a fornire risposte ai non garantiti e a monitorare i progetti del recovery fund affinché questi vengano impiegati per superare distorsioni antiche ovvero per rimettere in moto il Paese (digitalizzazione, infrastrutture e green economy) e non per scopi prevalentemente assistenziali e clientelari, dà inoltre mandato agli organi dirigenti di prevedere per il prossimo Congresso nazionale una sessione specifica dedicata al rapporto tra mafie e proibizionismi e alle iniziative radicali in campo;

Il Comitato sottolinea la centralità del lavoro portato avanti in questi mesi da Meglio Legale e dalla rete delle realtà antiproibizioniste, culminato da ultimo con l’organizzazione di un tour in varie città d’Italia per riportare la battaglia per la legalizzazione della cannabis all’interno del dibattito pubblico;

denuncia come sul fronte cannabis terapeutica il nostro paese sia tecnicamente “fuori legge”, negando l’accesso alle cure a migliaia di pazienti e malati; ringrazia Walter De Benedetto per la sua azione nonviolenta di disobbedienza civile e di lotta, unendosi e sostenendo, anche con un digiuno a staffetta, il suo appello al Presidente della Repubblica; 

Il Comitato inoltre

premesso che il nostro paese vive da anni ormai una crisi del sistema dei partiti che si riflette in una crisi di sistema della democrazia e delle istituzioni democratiche laddove il riflesso di autoconservazione delle classi dirigenti ha allargato la distanza tra i cittadini e le istituzioni; 

considerato che da dieci anni in Italia non si raccolgono firme per referendum nazionali e le leggi di iniziativa popolare si arenano alle Camere per via di regolamenti che non assegnano tempi certi per la loro discussione; 

visto che in questo quadro la proposta di nuova legge elettorale proporzionale in discussione alla Camera, che prevede lo sbarramento della rappresentanza al 5%, chiude – ancor più se combinata con le liste bloccate – gli spazi di democrazia e di scelta da parte dei cittadini; 

da mandato agli organi dirigenti di predisporre un appello sulla Democrazia, da sottoporre alla firma dei cittadini e all’adesione delle forze politiche del Paese, per: 1) una legge elettorale che coniughi il principio della rappresentanza con quello della governabilità e il superamento delle liste bloccate; 2) la riduzione del numero di firme necessario per la presentazione delle liste elettorali; 3) l’allargamento della platea degli autenticatori per la raccolta firme sia per la presentazione delle liste elettorali che per le iniziative popolari e l’introduzione di forme di sottoscrizione per via telematica; 4) assicurare tempi certi al percorso delle leggi di iniziativa popolare con la modifica dei regolamenti della Camera; 5) assicurare il pluralismo anche attraverso una riforma per l’accesso al 2X1000 affinché lo sbarramento elettorale non si tramuti de facto in uno sbarramento alla possibilità dei cittadini di devolverlo a quelle formazioni politiche che non dovessero raggiungere un quorum così elevato; 6) assicurare il pluralismo dell’informazione rimarcando una gestione del servizio pubblico radiotelevisivo che non garantisce l’accesso ad una parte importante delle forze politiche nazionali esterne a chi governa e alle forze di opposizione della destra.

Il Comitato saluta poi con favore l’approvazione delle modifiche ai due sciagurati decreti “sicurezza” voluti da Salvini, ma al contempo ritiene che nel nuovo decreto “immigrazione” vi siano ancora segnali di un approccio securitario che va superato. Rimane infatti in piedi la possibilità da parte del Ministro dell’interno di vietare l’ingresso e il transito in acque italiane a navi non militari che abbiano effettuato operazioni di salvataggio, divieto che va invece del tutto abrogato; per quanto riguarda la cittadinanza, risulta inspiegabile che dai due anni inizialmente previsti per l’esame della richiesta, portati a quattro dal decreto sicurezza, si sia arrivati ai tre del nuovo decreto, un periodo lunghissimo che lascia nell’incertezza migliaia di persone straniere che da tempo vivono e lavorano nel nostro Paese; infine, riguardo all’accoglienza, devono essere superati definitivamente i grandi centri e garantiti servizi per l’inclusione lavorativa anche ai richiedenti asilo. 

Il Comitato dà a questo fine mandato agli organi dirigenti di avviare una campagna per introdurre tali modifiche al Decreto Legge 21 ottobre 2020 n. 130 e per ribadire l’urgenza che il Parlamento arrivi ad affrontare ciò che è alla radice dei problemi legati alla gestione del fenomeno migratorio, la legge Bossi-Fini – che ormai da vent’anni produce irregolarità, sfruttamento lavorativo, marginalità sociale, impedisce la piena integrazione dei cittadini stranieri -, con la discussione e l’approvazione della proposta di legge di iniziativa popolare Ero straniero che il 27 ottobre di tre anni, abbiamo depositato alla Camera con oltre 90mila firme.

Ribadisce inoltre l’impegno affinché il Parlamento discuta e approvi una legge sull’eutanasia, come da proposta di legge di iniziativa popolare depositata nel 2013, dando seguito e pieno rispetto alla sentenza della Corte costituzionale di parziale legalizzazione dell’aiuto a morire e all’estensione di tale diritto anche a chi non è tenuto in vita da trattamenti di sostegno vitale, obiettivi raggiunti attraverso le disobbedienze civili di  Marco Cappato e Mina Welby.

Il Comitato ritiene inoltre che sia giunto il momento di lanciare una nuova stagione di lotte e campagne ambientaliste che abbiano l’ambizione di aggregare i cittadini, le associazioni e le forze politiche, per lottare laicamente su nuovi e rinnovati obiettivi, che sappiano dare concretezza alla diffusa sensibilità in campo ambientale.

Date queste premesse il Comitato ritiene prioritario impegnare il movimento sulle seguenti iniziative e campagne di stampo europeo, nazionale e locale:

Chiudiamo i conti con il passato: i siti di interesse nazionale (SIN) rappresentano nel nostro Paese delle aree contaminate molto estese classificate come pericolose; oggi in Italia ci sono 41 SIN distribuiti in tutte le regioni italiane, tranne il Molise, le attività di bonifica si sono concluse per il 15% dei suoli e per il 12% delle acque sotterranee.

Il Comitato dà mandato agli organi dirigenti e alle le Associazioni Radicali di promuovere l’appello denominato “chiudiamo i conti con il passato” con il quale si chiede al Ministro dell’ambiente, della tutela del territorio e del mare, Sergio Costa, di: destinare una quota del Recovery fund alla bonifica dei SIN; proporre al Parlamento un testo unico delle bonifiche; prevedere un geo-database attraverso un portale pubblico con tutti i dati aggregati e di applicare il principio “chi inquina paga” conseguente alla direttiva comunitaria sulla responsabilità ambientale.

Basta merda in mare: la non completa applicazione della Direttiva 1991/271/CE sul trattamento delle acque reflue urbane ha prodotto per l’Italia quattro procedure di infrazione. Gli agglomerati totali inadempienti sono 939 distribuiti in diciassette regioni italiane; la procedura di infrazione più vecchia (2004_2032) ha prodotto una doppia condanna della Corte di giustizia europea, che ha portato al pagamento di 25 milioni di euro, oltre a una penalità di € 165.000 al giorno pari a € 30.112.500 per ciascun semestre di ritardo nell’attuazione delle misure necessarie per ottemperare alla direttiva.

Il Comitato dà quindi mandato agli organi dirigenti di avviare la campagna denominata “basta merda in mare” attraverso la quale rendere pubbliche le zone dove il trattamento delle acque reflue urbane non è conforme alla direttiva europea chiedendo che parte del Recovery fund venga utilizzato per il piano per il collettamento e la depurazione di quegli agglomerati sotto infrazione. L’obiettivo finale è la promozione di una gestione sostenibile ed efficiente delle acque reflue e dell’intero ciclo idrico integrato urbano, in un’ottica di sostenibilità ambientale.

– Il Suolo chiede aiuto: il nostro Paese, a differenza di molti paesi europei, non ha una legge sulla protezione del suolo e contro il consumo di suolo. Tale lacuna legislativa ha consentito un incremento del danno ad una delle principali risorse naturali non rinnovabili del nostro Paese che prosegue inarrestabile anche in presenza di una sostanziale stabilizzazione dei dati demografici. La perdita di suolo comporta maggiori danni ambientali durante le alluvioni, peggiora la possibilità di assorbimento dei gas serra e riduce la potenzialità produttiva dell’Italia.

Il Comitato dà mandato agli organi dirigenti di utilizzare i canali social del movimento per lanciare la campagna e inviare a tutti i parlamentari una lettera per sollecitare l’approvazione di una legge in tal senso, che deve partire dalla valorizzazione economica del danno che si apporta alla comunità dalla perdita del suolo. Dà inoltre mandato a inviare una sollecitazione ai parlamentari europei per sostenere una campagna che porti all’approvazione di una direttiva europea sul suolo.

Giù le mani dal demanio: la proroga al 2033 delle concessioni demaniali marittime è stata riconosciuta con la legge di bilancio 2019 e rafforzata, nel 2020, dal “decreto rilancio”, con il blocco d’imperio dei procedimenti competitivi di affidamento delle concessioni sul demanio marittimo. Tale proroga costituisce l’ultimo atto eversivo delle regole dell’Unione, compiuto, in nome degli interessi di pochi privilegiati in danno di tutti, consolidando per altri 15 anni lo sfruttamento privato di un bene pubblico limitato; tale forzatura è perpetrata in aperto contrasto con le istanze dei più alti organi giurisdizionali dello Stato che hanno riconosciuto il dovere dei giudici e degli amministratori pubblici di disapplicare le leggi contrarie alle sovraordinate norme dell’Unione.

Il Comitato da pertanto mandato agli organi dirigenti di mettere a punto, con le associazioni locali, una strategia comune per spingere le amministrazioni a disapplicare le proroghe, riprendere possesso del demanio e assegnare il godimento tramite gare per una quota non superiore a quella da destinarsi al libero, pubblico godimento.

Il Comitato infine ribadisce il proprio impegno a sostenere le rivendicazioni democratiche dei cittadini di Hong Kong e della Thailandia. Ringrazia la militante e coordinatrice dell’Associazione Adelaide Aglietta Patrizia De Grazia per aver dato corpo, anche attraverso un durissimo sciopero della fame, alla campagna 12 Lives Matter, nella sua iniziativa di denuncia dell’attuale stato di detenzione in Cina di 12 cittadini di Hong Kong (alcuni dei quali minorenni), e dell’ennesima violazione dei diritti umani, politici e civili da parte della Repubblica Popolare Cinese. Rileva inoltre l’assordante e inaccettabile silenzio del Governo Italiano sulla violazione della Dichiarazione Congiunta Sino Britannica nel 1994 e sulla mancata presa di posizione riguardo la possibilità di estradizione dal territorio della Repubblica Italiana di dissidenti provenienti da Hong Kong verso la Cina.

Massimiliano Iervolino

Giulia Crivellini

Igor Boni

 

Mettiti in contatto con noi

 

DIFFONDI LA CAMPAGNA