Rifiuti in Campania: 5 anni di inadempienze


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16 luglio 2015 – 16 gennaio 2021: 5 anni e mezzo di inadempienza

Il 16 luglio 2015, la Corte di giustizia ha condannato l’Italia a versare alla Commissione europea una sanzione pecuniaria nella forma di:

  1. una somma forfettaria di euro 20 milioni;
  2. una penalità giornaliera di euro 120.000 dovuta dal giorno di pronuncia della sentenza fino al completo adempimento della prima sentenza.

La condanna consegue principalmente alla carenza nella capacità della regione Campania di gestire i propri rifiuti urbani.

In particolare, la Corte considera che il numero di impianti capaci a trattare i rifiuti prodotti dalla regione Campania è insufficiente, dato che il trattamento di una parte cospicua dei rifiuti dipende da trasferimenti verso altre regioni e altri Stati.

La penalità imposta dalla Corte di giustizia è suddivisa in tre parti, ciascuna pari ad un importo di euro 40.000 al giorno, calcolata per categoria di impianti da realizzare in attuazione del piano regionale di gestione dei rifiuti (discariche, termovalorizzatori e impianti di trattamento dei rifiuti organici) per un totale di euro 120.000 al giorno ed è dovuta fino a quando non saranno messi in esercizio gli impianti necessari a garantire l’autosufficienza nella gestione dei rifiuti urbani e allo smaltimento delle ecoballe.

Una mulata forfettaria più 10 multe forfettarie per un totale di 240 milioni di Euro.

Il 16 gennaio scatta l’undicesimo semestre di inadempienza. Risultati? Nessuno.

 

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