Navalny, Iervolino, Crivellini e Boni: Putin totalitario ma Di Maio onora gli uomini del Cremlino

“Vladimir Putin ha lanciato lo scontro finale contro Aleksej Navalny. Non è bastato il suo arresto, quello dei suoi più stretti collaboratori e le violenze su migliaia di cittadini russi scesi in piazza a manifestare pacificamente. Ora Navalny rischia una condanna fino a tre anni e mezzo di carcere per avere violato le disposizioni sulla ‘libertà vigilata’ quando si trovava in coma nell’ospedale di Berlino. Mentre tutto il mondo reagisce, a cominciare dalla ferma presa di posizione del neo segretario di stato USA Antony Blinken, condannando i metodi del dittatore russo registriamo il silenzio assordante del ministro degli Esteri italiano Luigi Di Maio”, lo affermano in una nota Massimiliano Iervolino, Giulia Crivelini e Igor Boni, rispettivamente segretario, tesoriera e presidente di Radicali Italiani.

“C’è di di peggio – aggiungono – a dicembre, in una carrettata di onorificenze distribuite a destra e a manca, Di Maio ha inserito anche Alexander Grushko (diplomatico russo, attualmente viceministro degli Affari esteri; dal 2012 al 2018 rappresentante permanente della Russia presso la NATO). Il nostro ministro degli Esteri è recidivo: a maggio aveva fatto premiare dal presidente Mattarella sia il primo ministro russo Mikhail Mishustin sia il ministro del Commercio e dell’Industria, Denis Manturov. Il 5 settembre scorso abbiamo richiesto formalmente al Quirinale e alla Farnesina di revocare tali onorificenze vergognose. Lo chiediamo nuovamente oggi, a maggior ragione dopo l’escalation in atto contro Aleksej Navalny, contro il diritto dei cittadini russi di lottare per la democrazia e la libertà”, concludono.

Roma, 2 febbraio 2021

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