Agglomerati con doppia condanna

Il 30% dei comuni italiani ha problemi di fogne e depurazione. In tantissimi casi infatti le acque nere (provenienti da WC, doccia, cucina, lavatrici), nocive per la salute, vengono scaricate direttamente nei campi o in mare.

Per questo sull’Italia pendono diverse procedure di infrazione avviate dalla Commissione europea. Una di queste è arrivata a doppia condanna da parte della Corte di giustizia Europea. Oggi, 30 novembre 2020, scatta il V semestre dalla sentenza del 31 maggio del 2018: sommando la multa forfettaria e quelle relative al I, II, III e IV semestre gli ignari italiani hanno già pagato circa 120 milioni di euro di sanzioni.

Prima condanna

Il 19 luglio 2012 la Corte di giustizia dell’Unione europea ha condannato l’Italia perché 109 agglomerati sprovvista di sistemi di trattamento e/o reti fognarie per la raccolta delle acque reflue urbane.

Seconda condanna

6 anni dopo, il 31 maggio 2018 l’Italia viene condannata una seconda volta perché la grande maggioranza degli agglomerati risultava ancora inefficiente. Questa doppia condanna ha comportato il pagamento di una sanzione forfettaria di 25 milioni e una penalità semestrale massima di 30 milioni parametrata sugli agglomerati ancora non a norma.

Situazione attuale

Gli agglomerati non a norma sono ancora 68 e per questi scatta oggi, 30 novembre, il quinto semestre dalla sentenza del 31 maggio del 2018 di non conformità. Sommando la multa forfettaria e quelle relative al I, II e III semestre (mancano la IV e la V) gli ignari italiani hanno già pagato più di 100 milioni di euro.


La mappa mostra i 68 agglomerati con doppia condanna. L’espansione del raggio equivale alla quantità di acque nere (provenienti da WC, doccia, cucina, lavatrici) che vengono prodotte.

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