Giustizia
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No all’abolizione della prescrizione

Giustizia giusta

Radicali italiani sostiene la mobilitazione promossa dall’Unione delle Camere Penali per ottenere la cancellazione della legge che abolisce la prescrizione dopo la sentenza del giudizio di primo grado.

Tale riforma, infatti, mina alla base lo Stato di diritto e i diritti costituzionali dei cittadini, sanciti dal secondo comma dell’art. 111 della Carta Costituzionale laddove si afferma che la legge assicura la ragionevole durata dei processi.

La prescrizione rappresenta un istituto di garanzia, necessario anche per determinare, appunto, la ragionevole durata del processo, a tutela al contempo della persona offesa e dell’imputato.

Occorre sulla giustizia affrontare una riforma complessiva e radicale che, con coraggio, riparta dai fondamenti costituzionali e, senza tabù, affronti i nodi più importanti: separazione delle carriere dei magistrati e abolizione dell’obbligo dell’azione penale.

L’attuale approccio liberticida, giustizialista e carcerario peggiora inesorabilmente e irreparabilmente una situazione già compromessa di vera e propria giustizia ingiusta.


Appello per il rientro nella legalità costituzionale perché il fine processo mai con il sequestro di Stato degli indagati è inammissibile e incostituzionale.

Compila il form su questa pagina per aderire (*).

Noi Sottoscritti,

cittadini della Repubblica Italiana, rivolgiamo un pressante appello al Parlamento Italiano, affinché venga abbandonata l’attuale cancellazione della prescrizione dopo la sentenza del primo grado di giudizio.

Tale riforma, approvata dallo scorso Governo, pare oggi confermata da un accordo tra le forze di maggioranza dell’attuale Governo, che riteniamo mini alla base le fondamenta dello Stato di diritto.

La prescrizione, come ricordato dalle Camere Penali in un testo inviato a tutti i Parlamentari, rappresenta un istituto di garanzia, necessario anche per determinare la ragionevole durata del processo, a tutela al contempo dell’imputato e della persona offesa.

Il comma 2 dell’art. 111 della nostra Costituzione afferma, rispetto al processo, che “La legge ne assicura la ragionevole durata”. Non è quindi ammissibile, dal punto di vista della Costituzione ma anche della ragionevolezza, che si inserisca una norma che consenta il “fine processo mai” e una sorta di sequestro a vita degli indagati.

Oltre 150 accademici di tutte le Università italiane hanno scritto al Presidente della Repubblica in occasione della promulgazione della legge, sottolineandone gli aspetti negativi.

Noi ribadiamo quelle ragioni e chiediamo che sulla giustizia si affronti con i tempi necessari una riforma complessiva che riparta dalla Costituzione, abbandonando provvedimenti demagogici, liberticidi e giustizialisti.


Scarica QUI l’appello e il modulo per raccogliere le firme!

Scarica QUI il volantino!

I moduli andranno poi inviati a: Radicali italiani, via A. Bargoni 32/36, 00153 Roma

Per info scrivere a info@radicali.it

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