Cultura
sfondo-mare-opportunita2

Un mare di opportunità

Mettere a gara le concessioni balneari conviene

Firma l’appello all’ANCI e ai sindaci delle località di mare di tutta Italia per disapplicare la proroga al 2033 delle concessioni marittime e per valorizzare il patrimonio pubblico delle coste italiane.

Contro i diritti acquisiti di pochi privilegiati e a favore dei diritti di tutti: trasparenza, parità di trattamento, concorrenza, efficienza. 

 A Natale non regaliamo il nostro mare:
per l’interesse pubblico SÌ a gare, NO a proroghe

Il 31 dicembre 2020 scadono le concessioni demaniali marittime per moltissimi stabilimenti lungo le coste italiane, ma i concessionari godranno di una proroga fino al 2033, recentemente blindata dal Decreto Rilancio con il blocco di tutti i procedimenti amministrativi di messa a gara o di decadenza.

Gli unici che possono fermare questo enorme regalo sono i Sindaci. Per questo ti chiediamo di firmare il nostro appello e di attivarti presso il tuo sindaco.

Per la Corte di Cassazione, il Consiglio di Stato, la Corte costituzionale e la Corte di Giustizia europea le proroghe automatiche delle concessioni balneari devono essere disapplicate perché privilegiano i diritti acquisiti di pochi beneficiari e pregiudicano l’aspettativa di tutti gli altri. Eppure da vent’anni l’unica politica di governo sulla gestione del litorale italiano è stata quella di legittimare lo status quo, a prescindere da ogni valutazione in termini di costi e opportunità.

Come Radicali chiediamo che le concessioni balneari vengano messe a gara e che si possa aprire una nuova stagione per le nostre spiagge, aperta alla trasparenza, alla convenienza per tutti e alla legalità.

Mettere a gara le concessioni balneari conviene:

  • PER I SERVIZI: i diritti acquisiti di pochi beneficiari pregiudicano l’aspettativa di tutti gli altri. Le gare aprirebbero la possibilità per le nuove piccole imprese di competere in termini di progettualità rispetto ai vecchi concessionari, offrendo servizi migliori;
  • PER LE CASSE DELLO STATO: il canone pagato dai concessionari in tutta Italia è di 100 milioni annui. A fronte di un fatturato dichiarato (quindi neppure completo) di 15 miliardi di euro.  Nemmeno l’1%. Un costo irrisorio che le gare potrebbero innalzare in modo determinante; 
  • PER L’AMBIENTEl’erosione delle coste è collegata all’opera dell’uomo sui litorali e agli interventi di drenaggio anche per costruire cabine, ristoranti e parcheggi. Se rinnovare continuamente le concessioni ha legittimato tutto questo, le gare periodiche consentirebbero una pianificazione di tutela ambientale; 
  • PER LA LEGALITÀ: il rinnovo decennale delle concessioni ha determinato l’impunità per molti operatori di costruire edifici e offrire servizi non previsti da alcun canone, molto spesso anche di chiudere l’accesso al mare. Le gare periodiche costringerebbero gli operatori a rispettare il demanio pubblico affidatogli.

Agli amministratori locali e funzionari amministrativi – dilaniati tra il dovere di rispettare una norma dello Stato o il diritto dell’Unione europea – chiediamo di disapplicare la proroga per superare gli interessi particolari e aprire il nostro mare all’interesse pubblico.


FAQ: mettere a gara le concessioni balneari conviene


Consulta la mappa delle concessioni
in scadenza il 31 dicembre 2020


Cosa puoi fare tu?
Invia una diffida al tuo sindaco per non prorogare le concessioni fino al 2033


 

POST COLLEGATI

Press | Comunicati vedi tutti

Mettiti in contatto con noi

 

DIFFONDI LA CAMPAGNA