Cannabis Light: le 5 cose da sapere sulla sentenza della Cassazione

Cannabis Light Cassazione

di Barbara Bonvicini

La sentenza della Cassazione dello scorso 30 Maggio sulla Cannabis Light ha gettato nella confusione più totale molti consumatori e venditori; qui c’è tutto quello da sapere per un acquisto ed una vendita sicura!

La pronuncia della Cassazione ha vietato la vendita delle infiorescenze di canapa, la cosiddetta cannabis light?

No, la cassazione ha ribadito il divieto commerciare varietà di canapa diverse da quelle riconosciute come piante agricole dalla legge 242 del 2016, cioè dalla norma che regola la promozione della coltivazione e della filiera agroindustriale della canapa.

E quindi cosa non si può vendere?

Non si possono vendere olii o infiorescenze che superino il contenuto di THC, principio attivo a cui è attribuito l’effetto psicotropo della cannabis, superiore a quello consentito dalla legge del 2016, cioè lo 0,6%.

Come 0,6%? Non era 0,5? E poi io sapevo non potesse essere superiore a 0,2%.

Facciamo un po’ di ordine: 
– 0,6% è la soglia sotto la quale non vi è responsabilità dei coltivatori. Se viene superata, il raccolto viene sequestrato o bruciato. 
– 0.5% è la percentuale a cui la tossicologia moderna fissa l’assenza dell’effetto drogante della sostanza, a cui fa esplicito riferimento la Cassazione, se il contenuto di THC è inferiore a questo livello, l’effetto drogante non c’è e il prodotto è lecito. Non c’è Giovanardi che tenga. 
– 0,2% è un tecnicismo per addetti ai lavori contenuto in una norma che, in fin dei conti, regola un prodotto agricolo, non la lotta al narcotraffico: entro i parametri dello 0,2 i produttori possono accedere ai fondi europei destinati all’agricoltura. 

Quindi i negozianti dovrebbero opporsi ai sequestri e ai controlli?

No, perché i limiti previsti dalla legge sono veramente ristretti ed è giusto che le forze dell’ordine eseguano controlli ed effettuino sequestri a campione. Ma il commerciante ha il diritto e il dovere di denunciare eventuali abusi come controlli che abbiano portato al danneggiamento di ingenti quantitativi di prodotti o sequestri di quantità ingiustificate. 

Questo lo dice lei!

No, lo dice il tribunale del Riesame di Genova, dopo la sentenza della Cassazione. Che sabato 22 giugno si è pronunciata sul caso di un negozio di Rapallo. La cannabis sativa light non può essere sequestrata “preventivamente” se non viene provato che il livello di Thc supera lo 0,5%. Questa percentuale, sottolinea il Riesame, “resta l’unico parametro per la potenziale efficacia psicotropa”. Per questo, il pm non può sequestrare tutta la merce ma, in caso di dubbio, prelevare singoli campioni da analizzare.

Firma anche tu l’appello ai parlamentari per la Legalizzazione della Cannabis!

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