Economia, ecologia e demografia

di Francesco Nocco

Per parlare di economia ed ecologia dobbiamo innanzitutto analizzare i due termini da un punto di vista etimologico: l'”οἶκος νόμος” (economia) e l'”οἶκος λόγος” (ecologia). Dato che la prima si basa sulla “legge” e la seconda sul “pensiero”, possiamo dire senza alcun dubbio che l’economia sia contenuta nell’ecologia e che quindi non si possa attuare una riforma economica senza considerare l’ecologia, perché questo farebbe intuire l’ignoranza sui due termini.

Come ricordava Kenneth Boulding: “Chi crede che una crescita esponenziale possa continuare all’infinito in un mondo finito è un folle, oppure un economista.”.
Eppure, il +Crescita è ancora utilizzato nel mondo contemporaneo, talmente tanto che addirittura il partito più vicino a Radicali Italiani ha utilizzato il termine “+Crescita” invece che sostituirlo con un miglior sostenibile “+Sviluppo”.

Al congresso dell’Associazione Luca Coscioni si è tenuta il 5 ottobre una conferenza sulla “Bomba demografica e politiche contraccettive nei Paesi a limitate risorse”, preceduta dalla presentazione a Milano del libro “Umani, troppi umani” di Natan Feltrin, uno dei pochissimi che in Italia trattano il tema del problema demografico seriamente e che purtroppo non è stato invitato a discutere come ideologo e filosofo dell’ambiente.
Nonostante l’ottima riuscita della conferenza mi riservo di avere tre critiche: la prima è sulla visione troppo eurocentrica che è stata data, la seconda, legata alla prima, è sull’interpretazione del problema demografico come legato solo all’immigrazione e non all’ecologia, mentre l’ultima è riguardo il continuo definire “provocazione” il concetto di “bomba demografica”, nonostante essa sia già esplosa.

La bomba demografica è già esplosa e le prove sono principalmente due:
1. Il Land Grabbing: dove l'”aiutiamoli a casa loro” è interpretato come l’acquisto di terre in paesi in via di sviluppo da parte di governi stranieri o aziende privati. Diventa una necessità da parte di paesi come l’Olanda, la Francia, l’Italia ecc. di utilizzare questo fenomeno per poter soddisfare i bisogni (alimentari e non) della popolazione, superiori alla capacità del singolo stato di poter produrre nel proprio territorio i bisogni per i propri abitanti.
2. Il Debito Ecologico: quest’anno, la giornata mondiale del debito ecologico è ricaduta il 1 agosto, nel 2017 è ricaduta il 2 agosto. Ogni anno, homo sapiens, consuma più risorse che la Terra possa produrre in un anno. Influenzato, sia dall’aumento dei consumi da parte dei paesi occidentali che dalla crescita esponenziale della popolazione umana. Ripetendo il mantra della crescita infinita in uno spazio finito.

Addirittura Hans Jonas, che non cito casualmente, dato che il suo “principio di responsabilità” è stato citato dal presidente Giuseppe Conte durante il suo discorso di insediamento al senato, ha parlato di problema demografico durante un’intervista a “La Stampa” il 30 gennaio del 1993 dove ha dichiarato che il Papa (al tempo Papa Giovanni Paolo II) era “dissennato” riguardo le sue proposte per l’aumento della natalità. Sembra assurdo che uno degli ideologi del Movimento 5 Stelle sia stato a favore della denatalità, oltre che sostenitore del diritto di morire, paradossalmente alle dichiarazioni di Conte contro il caso di DJ Fabo.

Scegliere tra controllo demografico e crescita esponenziale demografica si tratta di scegliere tra un presupposto qualitativo e uno quantitativo, ciò che scrisse il rivoluzionario Nicolas de Condorcet e che Natan Feltrin cita nel suo libro “Umani, troppi Umani”: “ciò che dobbiamo alle generazioni future non è la mera esistenza, ma il diritto alla felicità” è da scolpire come frase cardine della politica radicale e delle politiche sul contenimento della popolazione per poter dare un’esistenza sostenibile e qualitativa ai nostri (pochi) figli.

2 risposte a “Economia, ecologia e demografia”

  1. Buongiorno.

    Concordo con l’intervento.

    Aggiungo però che mancano due pezzi.

    (1) Manca il nesso tra demografia e libertà individuale femminile, di diritto di bambine, ragazze, e donne di andare a scuola e all’università, di lavorare fuori casa in condizioni non servili, di decidere se avere figli e figlie o meno, quando averne, quanti averne, con chi averne, di decidere se sposarsi o meno, quando sposare, chi sposare. L’esplosione demografica umana è una causa principale della distruzione degli ecosistemi su cui si reggono la civiltà umana e la sopravvivenza stessa della specie, e la negazione o limitazione della libertà individuale femminile è la prima causa dell’esplosione demografica.

    (2) Manca il nesso tra demografia e nazionalismo e quindi il nesso con la costruzione dell’Unione Europea, dell’Europa federale, come Stato senza nazione. Il nazionalismo (anche là dove si ridenomina sovranismo) fonda lo Stato sulla nazione, e nazione viene da nascere: lo Stato nazionale è, per definizione, interessato all’aumento delle nascite della propria nazione in competizione con le altre. E’ tempo invece di pensare allo “Stato senza nazione” (“State without nation”). L’Unione Europea è l’inizio di uno Stato senza nazione, e anche per questo è avversata dai nazionalisti. L’Europa Federale, gli Stati Uniti d’Europa, saranno uno Stato di molte nazioni e quindi senza nazione, non nazionale. Gli Stati Uniti d’America non sono uno Stato senza nazione; al contrario, sono uno Stato nazionale fondato sul principio di trasformare i non-Americani e i loro figli e figlie in Americani e Americane statunitensi. In questo senso, l’Unione Europea, l’Europa federale è, potrebbe essere, una realtà molto più avanzata degli stessi Stati Uniti d’America.

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