80 cent per una mail (da pagare con bonifico). Usuelli interroga la giunta

Per esercitare il diritto di accesso civico, Regione Lombardia chiede 0,10 euro per ogni pagina digitalizzata e fino a 4 euro per il semplice invio della mail. Il consigliere radicale: “Autogol burocratico”

“Con riferimento alla Sua richiesta di accesso agli atti si comunica che i costi di riproduzione per 3 pagine, maggiorate del costo per l’inoltro via mail, sono pari a 0,80 euro. Tale somma dovrà essere versata tramite bonifico presso il C/C bancario intestato a Regione Lombardia”. Seguono codice Iban e causale del versamento. È la comunicazione surreale che una cittadina si è vista recapitare dagli uffici della Regione dopo una richiesta di accesso agli atti della pubblica amministrazione inoltrata lo scorso luglio.

Il documento richiesto – i dati sulle erogazioni di un particolare test genetico – consisteva, racconta Michele Usuelli, consigliere regionale radicale eletto in +Europa, «di tre pagine scansionate e inviate via mail». Ed è proprio per i “costi” della scansione e dell’invio che la Regione impone al cittadino un balzello, in questo caso di 80 centesimi: 10 per ogni pagina scansionata più 50 per l’invio, con questi ultimi che possono aumentare fino a 4 euro a seconda del numero di pagine, secondo quanto previsto dalla delibera di giunta regionale n. 1086 del 2010.

Peccato che sia la stessa legge che regolamenta l’accesso civico, il decreto legislativo 33 del 2013, a precisare: “Il rilascio di dati o documenti in formato elettronico o cartaceo è gratuito, salvo il rimborso del costo effettivamente sostenuto e documentato dall’amministrazione per la riproduzione su supporti materiali”. Difficile pensare che gli 80 centesimi equivalgano al costo per l’energia elettrica necessaria alla scansione di tre fogli formato A4: anche fosse, però, non si può certo ritenere che gli oneri di digitalizzazione debbano ricadere sul cittadino.

La grottesca vicenda ha spinto Usuelli a presentare in Consiglio regionale un’interrogazione, a cui l’assessore competente dovrà rispondere nella seduta di martedì 17 settembre. «Con lo stesso puntiglio con cui la Regione si rapporta ai cittadini – spiega – chiediamo alla Giunta se non intenda adoperarsi per eliminare quest’inutile e odiosa tassa imposta sull’esercizio di un diritto. Chiediamo quale possa mai essere il “costo effettivamente sostenuto e documentato” per il rilascio di un documento in formato digitale e il beneficio per i cittadini lombardi derivante dall’accumulo di questo indebito “tesoretto” nelle casse regionali».

Certo, si tratta di una spesa irrilevante. «Ma proprio perché irrisoria – spiega Usuelli – questa barriera economica rappresenta un incredibile autogol burocratico nel rapporto tra cittadino e pubblica amministrazione. Chi tra voi, consiglieri e assessori – chiede nell’interrogazione – pagherebbe volentieri un bonifico da 80 centesimi?». Non solo: la tassa è dovuta dai privati cittadini ma non dalle altre pubbliche amministrazioni, che ne sono esonerate. «Un controsenso che dimostra l’abissale distanza dai principi di trasparenza enunciati dalla legge», denuncia.

Milano, 13 settembre 2019

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