Ponte Galeria, Capriccioli: no a strumentalizzazioni, si rifletta su detenzione nei Cpr

“Quanto accaduto al Cpr di Ponte Galeria venerdì sera, quando, dopo alcuni disordini, dal centro si sono allontanate 13 persone, tra cui ci sarebbe anche un algerino radicalizzato e attenzionato dall’antiterrorismo, dev’essere ancora approfondito”.

Così in una nota Alessandro Capriccioli, consigliere regionale del Lazio di +Europa Radicali.

“Alcune riflessioni, tuttavia, sorgono immediate. Da un lato occorre domandarsi una volta per tutte a che serve la detenzione prolungata nei Cpr, perché rinchiudere per mesi in un centro detentivo persone che non hanno commesso alcun reato, ma sono irregolari in attesa di identificazione e rimpatrio, non può che condurre a tensioni e contrasti.

Dall’altro lato è lecito chiedersi perché il cittadino algerino, giunto a Ponte Galeria dopo aver scontato una condanna, non sia stato espulso direttamente dal carcere, dato che la legge lo prevede.

Perché il ministro dell’Interno, che solo nel 2019 ha allontanato dal paese oltre 40 persone radicalizzate, in questo caso non si è mosso per tempo nella stessa direzione, prevenendo un’ulteriore situazione di difficoltà per la struttura? Queste sono le vere questioni da affrontare.

Invocare il rafforzamento delle misure di sicurezza nei Cpr, comprimendo ulteriormente gli spazi di libertà per persone che sono trattenute e non detenute, rischia invece di diventare l’ennesima strumentalizzazione che non risolve alcun problema, ma contribuisce a inasprire gli animi e a creare allarmismo”.

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