Caro Brunetta, non fare lo stesso errore di Croce

di Simone Sapienza, segretario di Radicali Roma

In un’ intervista a Radio Radicale, Renato Brunetta si è appellato al leader della Lega: «Recuperi la sua attitudine liberale stringendo un accordo dal notaio per un ritorno al centro-destra, altrimenti si dia spazio “all’altra Italia” rispetto all’uomo solo al comando».

Caro Renato Brunetta, cari liberali di Forza Italia, e non solo, non reiterate l’Errore di Benedetto Croce.

Il pericolo principale oggi è Salvini “dittatore legale (eletto dal popolo) d’Italia”, e voi non riuscirete a normalizzarlo con “un accordo scritto dal notaio” che permetterà anche a voi di “vincere”.

La modernità crea disordine. I nazionalismi sono sempre stati tentativi di tornare all’ordine. E da parte del popolo e delle maggioranze la ricerca di qualche soluzione alternativa alla crisi di legittimità della democrazia. La sfida dei nazionalismi in ascesa è sempre di più contro i poteri costituzionali, perché le norme liberali di garanzia non permettono di espandere il loro necessario dominio.

Se si va a votare al di la del vostro “contratto di governo”, Salvini controllerà Camera, Senato, Governo, elezione del Presidente della Repubblica, dunque Corte Costituzionale, esercito, forze dell’ordine e Rai. E da ministro dell’Interno gestirà il processo elettorale.

Allora come oggi senza la classe liberale il fascismo non c’è l’avrebbe mai fatta. E Croce che fino ai giorni successivi dell’omicidio Matteotti sostenne l’esperienza fascista pensando di arginarla e normalizzarla, aveva come principale avversario – non come voi sentite di avere, a ragione, un movimento populista come quello con Di Maio oggi a capo, confuso e in caduta libera – ma il movimento socialista che nel biennio rosso aveva scosso l’intera Europa, occupato centinaia di fabbriche come preludio all’occupazione dello stato da parte del popolo, con 500 mila operai in guerra, centinaia di morti e un simbolo realizzato da un pittore su ordine di Lennin a due anni dalla rivoluzione russa.

Il “democraticismo” fu il pericolo di Croce fino a Matteotti, appunto. Troppo tardi. La sua ammenda negli anni successivi fu forte, di carattere culturale, con il “Manifesto degli intellettuali antifascisti” e ”la religione della libertà”. Ma l’errore fu enorme.

L’accentramento di “tutti i poteri” su un uomo solo, si realizzò grazie al vuoto politico lasciato dalla classe dirigente liberale allo sbando interno ed esterno, che non aveva più gli strumenti per interpretare il consenso della società italiana e la nuova classe politica, che poi avrebbe costituito il CLN, nn ancora matura e legittimata per prendere la leadership dei partiti.

Un’alternativa esiste, quella di una nuova maggioranza politica.

Lo abbiamo scritto in questo appello rivolto anche a Forza Italia e a tutti i liberali che vedono come fumo negli occhi o “aiuto alla lega” una nuova maggioranza politica assieme al M5S, sottovalutando come il consenso di Salvini sia esploso proprio perché da una posizione strategica di governo ha potuto dettare l’agenda del Paese. Posizione che in caso di una nuova maggioranza non avrebbe più.

Invece di fidarsi come hanno fatto i grillini di un “contratto”, cerchi ogni possibilità di esistenza di quest’altra Italia che con responsabilità sappia affrontare le nostre vere urgenze democratiche, sociali e ambientali, cambiare i vertici della Rai e i nuovi direttori con personalità riconosciute trasversalmente come autorevoli ed eleggere il Presidente della Repubblica.

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