Cannabis, Magi si autodenuncia in questura: ceduta erba a malato

Da un lancio di agenzia

`ATTO DIMOSTRATIVO, MOLTI PAZIENTI IN ITALIA SENZA DIRITTO DI CURA`

Il deputato di +Europa-Radicali Riccardo Magi si è autodenunciato quest`oggi al commissariato Trevi di Roma presentando un esposto in cui dichiara di aver ceduto nei giorni scorsi un barattolo di cannabis, coltivata e autoprodotta in casa durante la campagna `Io coltivo` dei mesi scorsi, a Walter De Benedetto, il paziente di 49 anni che da 35 convive con l`artrite reumatoide. Come tanti altri pazienti nelle sue condizioni, De Benedetto ha difficoltà a reperire il prodotto che allevia i suoi dolori nonostante abbia una regolare prescrizione medica. Da qui il gesto di Magi. La battaglia di De Benedetto nei giorni scorsi era arrivata fino al Quirinale, con il 49enne che il 20 ottobre aveva lanciato un nuovo appello per sbloccare la sua situazione in un videomessaggio rivolto al presidente della Repubblica Sergio Mattarella. “Il mio è stato un atto di disobbedienza civile”, spiega Magi uscendo dal commissariato. Il 31 ottobre la “cessione gratuita a De Benedetto, consenziente, per rafforzare la sua iniziativa”. Bisogna trovare “una soluzione – sostiene il deputato- e garantire il diritto di cura a tutti i pazienti, modificando quelle norme che creano sofferenza a migliaia di persone”. Le leggi italiane, secondo Magi, sono “proibizioniste, violente antiscientifiche e repressive”. Il deputato non intende cedere nella sua battaglia. “Vada avanti l`atto giudiziario, la giustizia proceda ed è giusto che venga messo anche io sotto indagine”. Nel frattempo, chiede Magi, “vengano incardinati alla Camera tutti i disegni di legge giacenti che prevedono la legalizzazione, la produzione e il commercio della cannabis”. Alla base del problema c`è una scarsa produzione in Italia legata ad una bassa quota di cannabis importata. “Quella prodotta qui raggiunge un decimo del fabbisogno- commenta amaramente Magi- e con quella importata dall`Olanda non riusciamo a garantire la continuità terapeutica. Specialmente in un momento di pandemia, con difficoltà negli spostamenti, bisognerebbe intervenire”.

Roma, 19 novembre 2020

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