Coronavirus, Magi: basta paternalismo, sui contagi servono dati certi, il governo faccia qualcosa

“L’epidemia, con il suo andamento moltiplicatore, non lascia scampo alla retorica e non consente ritardi. Oggi il Parlamento ha discusso e ha valutato un atto del Presidente Conte, il DPCM del 18 ottobre, che è già ampiamente superato dalla realtà”. E’ quanto ha affermato Riccardo Magi, deputato di +Europa Radicali durante l’intervento di questa mattina alla Camera in seguito alla informativa del presidente del Consiglio Conte sulle nuove misure adottate per contrastare l’emergenza da Covid. “Sottolineo – ha detto Magi – le gravi mancanze emerse in queste settimane sul tracciamento e sul rafforzamento della medicina territoriale, sull’organizzazione dei trasporti pubblici frutto evidente delle responsabilità condivise di Governo, regioni ed enti territoriali. Ora c’è il rischio concreto di trovarci, tra tre settimane, nelle stesse condizioni del marzo scorso, con tutte le conseguenze già viste in termini di impatto sul sistema ospedaliero e di perdite di vite umane. Appare chiaro che l’unico modo per dimezzare i contagi, evitando un nuovo lockdown totale, è quello di mettere in atto misure mirate, specifiche e rafforzate. Come hanno affermato il presidente dell’Accademia dei Lincei Parisi, nei giorni scorsi e, ancora prima, Giorgio Alleva e Alberto Zuliani, già presidenti dell’ISTAT, per fare questo è necessario avere informazioni precise sui contagi, sulle situazioni di maggiore rischio, sulle attività lavorative e sulle modalità di spostamento. Rivolgo quindi il mio appello al presidente del Consiglio, a quello della Camera, al Ministro Manfredi e al Ministro Speranza affinchè nel nostro Paese si riesca finalmente a realizzare un database nazionale che faciliti il lavoro dei ricercatori e degli istituti di ricerca e permetta di studiare misure e indicare le corrette restrizione per evitare un nuovo lockdown totale”. Magi ha sottolineato come “appare incredibile che ancora non si utilizzino i dati nella loro completezza, in una società che, per economia e relazioni umane, si regge sui numeri e sulla loro elaborazione sistematica come contrasto al virus”. Per il deputato di +Europa “è arrivato il momento di fare qualcosa, perchè appare surreale che alla comunità scientifica, nazionale e internazionale, non sia dato accesso, per motivi di privacy, ai dati disaggregati in possesso solo dell’Istituto superiore di sanità. Per avere un approccio efficace e scientifico occorrono questi dati, altrimenti saremo costretti a proseguire con un approccio basato sul buon senso, o, peggio ancora, sul paternalismo ma, in ogni caso, – ha concluso Magi – in ritardo sulla realtà”.

Roma, 22 ottobre 2020

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