Libia: Magi, per Governo non è porto sicuro ma fa bando da 9 milioni per fornirgli altre imbarcazioni. Presentata interrogazione

«Il 21 dicembre 2018 il Ministero degli Interni ha indetto una gara da oltre 9,3 milioni di euro per la fornitura di 20 battelli destinati alla polizia libica nell’ambito di un progetto cofinanziato dall’Unione Europea nel quadro del “Trust Fund For Africa”. Ho presentato un’interrogazione al Ministro Matteo Salvini per sapere a quale scopo saranno destinate le imbarcazioni in oggetto e a chi sono destinate», annuncia Riccardo Magi, deputato radicale di +Europa.

«L’iniziativa del Ministero si colloca nell’ambito di una strategia di dichiarato “contrasto all’immigrazione clandestina” che consiste principalmente nel supporto operativo alla guardia costiera libica nel fermare le partenze dei migranti. Ignorando gli “inimmaginabili orrori” subiti da migranti e rifugiati nei centri di detenzione in Libia, governativi e non, e la complicità degli attori pubblici nel traffico di esseri umani (funzionari locali, miliziani che fanno parte delle istituzioni e del ministero dell’interno e della difesa), come denunciato nell’ultimo rapporto delle Nazioni Unite sulla Libia dello scorso dicembre.

Lo stesso ministro degli esteri Moavero ha pubblicamente dichiarato che in senso stretto e giuridico la Libia non può essere considerata porto sicuro poiché tale nozione è legata a convenzioni internazionali, che attualmente non sono state tutte sottoscritte dalla Libia», continua Magi.

«Per questo nell’interrogazione chiedo anche se le 12 unità navali da cedere in base al decreto-legge del luglio scorso siano state consegnate e a quali fini il Governo libico le stia utilizzando; più nello specifico, quante persone nel corso del 2018 sono state intercettate dai libici e riportate indietro, in quali centri sono stati reclusi e dove si trovano attualmente».

«Peraltro, come riportato dall’inchiesta di Altraeconomia di gennaio 2019, è singolare come gli appalti stipulati tra 2017 e 2018 dalla Direzione immigrazione e polizia delle frontiere del Viminale per commesse a beneficio della Libia hanno sempre visto un solo “fornitore” nonché partner strategico: l’azienda veneta “Cantiere Navale Vittoria”. Anche su questa singolare coincidenza sarebbe quanto mai opportuno un chiarimento da parte del Ministero», conclude.

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