Referendum propositivo, Magi: “Problema non solo quorum ma rischio deriva plebiscitaria”

“Non è tanto l’assenza di quorum il problema del referendum propositivo proposto dai Cinque stelle, quanto la necessità di porre limiti chiari alle materie su cui sarà possibile attivarlo, di prevedere un giudizio di costituzionalità preventivo e di escludere il ‘ballottaggio finale’ tra la proposta popolare e l’eventuale controproposta formulata dal Parlamento. Questi aspetti sono al centro della proposta alternativa a quella dei Cinque stelle che, da referendario convinto, ho presentato accogliendo i rilievi di numerosi costituzionalisti auditi in commissione.

Bene ha fatto il ministro Fraccaro a chiarire che spetta al Parlamento discutere ed emendare questa riforma, ma dovrebbe anche riconoscere che per le riforme costituzionali – perché di questo si tratta – sarebbe quanto mai opportuno cercare maggioranze ampie che vadano ben al di là di quelle del contratto di governo.

La necessità di rivitalizzare gli istituti di iniziativa popolare, rafforzandoli e dando loro efficacia, può trovare un’ampia condivisione, purché non ci si irrigidisca su una proposta che rischia che rischia di indebolire ulteriormente il Parlamento e di danneggiare gravemente il funzionamento delle nostre istituzioni favorendo non l’iniziativa popolare ma una deriva plebiscitaria“, lo dichiara in una nota Riccardo Magi, deputato radicale di +Europa.

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