Lettera di Giulia Crivellini al Foglio

di Giulia Crivellini, tesoriera di Radicali Italiani

Al direttore – Mentre il vortice coronavirus travolge l’Italia e l’attività istituzionale, c’è chi chiede al governo di trarre una lezione da questa crisi, di trasformarla nell’opportunità di dare una svolta alla stagnante situazione economico-occupazionale del paese. Sono le fasce più deboli del mercato del lavoro le prime ad accusare i contraccolpi della recessione causata dai provvedimenti necessari a contenere il contagio. E oggi gridano per essere viste e udite, per uscire dalla condizione di invisibilità in cui sono relegate. Alle misure emergenziali che saranno adottate in questi giorni, il governo può – e dovrebbe – affiancarne altre, finalizzate al supporto strutturale di tutte le lavoratrici e i lavoratori che faticano, costantemente, a mettere insieme il denaro necessario per sostenere il costo della vita. Servono norme che garantiscano maggiori tutele al mondo delle partite Iva e del terziario povero, flagellato dall’impennata di part-time involontari. Li troviamo negli appalti, nelle false cooperative, nella pubblica amministrazione, nel Sistema sanitario nazionale. Partite Iva per gli infermieri, per i ballerini. Come per tanti altri lavoratori dello spettacolo che nella metà dei casi non superano i 5 mila euro di reddito annuo, i quali sono ora duramente colpiti dai provvedimenti per il contenimento del contagio, al pari di numerose altre categorie per cui il danno economico è così grave da rendere indispensabile l’intervento dello stato. Servono mezzi di contrasto alla povertà assoluta e di supporto ai working poor. Se la natura demagogica del reddito di cittadinanza non ha finora consentito di cogliere l’opportunità di fornire il welfare italiano di uno strumento universale, oggi potremmo ripensarlo. Noi Radicali abbiamo depositato alla Camera una proposta di legge – primo firmatario il deputato Riccardo Magi – di reddito minimo vincolato al quadro reddituale del nucleo famigliare, parametrato al costo della vita della città di residenza. Questa crisi è l’occasione per aprire un dibattito costruttivo sulla modernizzazione del welfare nazionale. Non sprechiamola.

Roma, 10 marzo 2020

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