Carcere, strage di diritto, strage di vite umane…

di Marco Maria Freddi

Caro Direttore, cara redazione,

credo sia il tempo di riaffermare l’importanza della militanza, la militanza per la libertà, la democrazia e lo stato di diritto.

Rita Bernardini ha iniziato una azione nonviolenta di digiuno per chiedere che Ministro e Istituzioni intervengano al più presto con misure incisive, per far fronte alla situazione drammatica e illegale delle carceri.

È tale il non rispetto dei diritti umani e dello stato di diritto in questo Paese – in costante campagna elettorale – che Istituzioni e classe politica ritengono di essere autorizzati a far ammalare di Covid19 i detenuti nelle carceri e nonostante ci troviamo nel mezzo di una seconda ondata pandemica e il numero di contagi – tra detenuti e agenti penitenziari – è in costante aumento, le istituzioni italiane e il ministro della Giustizia Alfonso Bonafede rimangono colpevolmente immobili.

Per proseguire in questa azione di denuncia e dialogo credo sia importante contribuire a dar forza all’azione nonviolenta di Rita Bernardini ed assieme a tanti altri compagni Radicali, aderisco allo sciopero della fame.

 Sciopero della fame di denuncia e dialogo anche perciò che ritengo essere ancora oggi lo scandalo più vergognoso del sistema carcerario: la presenza dei bambini in carcere.

Annalena Benini sul Foglio del 16 novembre scorso ne ha fatto un racconto dove le lacrime non potevano essere trattenute.

Eravamo al carcere di Rebibbia nel luglio del 2015, ed in quell’occasione sentii pronunciare le parole: “entro il 2015 nessun bambino sarà più detenuto”.

La promessa era stata fatta dall’allora Ministro della Giustizia Andrea Orlando dove, davanti a otto mamme con i loro bambini si era rivolto loro promettendo la fine di questa vergogna contro ogni senso di umanità.

 Nel settembre 2018, su Twitter, sempre Andrea Orlando scrivendo del ministro Alfonso Bonafede afferma: “E’ sicuro che per non avere più bambini in carcere basta approvare la nostra riforma dell’ordinamento penitenziario”…

Certo, caro Andrea, tre anni dopo in un contesto politico completamente differente.

Comprendo che il coraggio dell’assunzione di responsabilità di scelte politiche scomode non è per tutti, ma accettare l’idea di avere ancora un solo bambino in carcere è vergognoso ed intollerabile, intollerabile soprattutto per chi, come noi, della società hanno una visione aperta e laica.

Perché nel 2020 ci sono ancora trentatré bambini in carcere?

Perché in Italia ci sono bambini che crescono in carcere?

Quel è la loro colpa?

“I bambini che crescono in carcere giocano senza orizzonte, costruiscono la prospettiva su spazi molto piccoli, e la continua luce al neon causa problemi di sdoppiamento degli oggetti e delle persone e di messa a fuoco. I pediatri devono ordinare la visita oculistica, e molto presto gli occhiali. I bambini che crescono in carcere sviluppano anche problemi di udito, perché i loro rumori non sono i rumori che sentiamo tutti noi.”

Inizia così il bellissimo racconto di Annalena Benini, continua così la mia lotta e l’azione nonviolenta accanto ai compagni Radicali, a Rita Bernardini, Giulia Crivellini e tanti altri ancora, poiché di fronte a questa tragedia immane di strage di diritto, che è strage di vite umane che si consuma ogni giorno nelle carceri italiane non si può rimanere indifferenti.

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