Lombardia, la Regione chiede ai medici la restituzione di 1€/h all’ora per il servizio di guardia medica svolta negli ultimi tredici anni

Usuelli : “Uno schiaffo in faccia ai sanitari e uno scherzo riuscito male in contesto di pandemia. Regione Lombardia rinunci alla riscossione ed eviti di irritare inutilmente questi professionisti”

In piena pandemia, e con un sistema sanitario in affanno, già provato da mesi di duro lavoro, Regione Lombardia chiede ai suoi medici di restituire il denaro “della maggiorazione del compenso orario pari a € 1,00/ora lordo” per le ore di guardia medica svolte al di fuori del proprio ambito. La pretesa deriva da una pronuncia della Corte dei Conti che ha annullato l’accordo sindacale del 2007 siglato dalla Regione che definiva i compensi aggiuntivi per i medici impegnati nella continuità assistenziale.

È quanto emerge da una lettera che l’ATS Insubria ha inviato ai medici appena pochi giorni fa, senza margine di discussione o confronto al riguardo. “Si precisa che il carattere oggettivo dell’indebito pagamento di somme non dovute attribuisce alla P.A. il diritto/dovere a ripetere […] tali somme, indipendentemente da qualsiasi valutazione in merito alla buona fede del percepiente”, si legge infatti nella lettera. Perché se di denaro indebitamente corrisposto si tratta (le guardie mediche ricevevano una retribuzione extra secondo regolamenti regionali poi decaduti), è anche vero che la pubblica amministrazione ha lasciato intatto per anni il meccanismo di bonus per le ore di guardia medica. Bonus che, si sottolinea, è pari ad appena 1 euro lordo l’ora, mentre ora si richiede ai medici la restituzione delle somme percepite in oltre dieci anni (tra il 2007 e il 2019) nell’arco di appena 30 giorni.

Per questo Michele Usuelli, medico e consigliere regionale di Più Europa/Radicali denuncia la situazione e chiede alla Regione di appianare il contenzioso in tempi brevi – e quanto meno non a danno del personale medico.

“Regione Lombardia perde tempo per vessare medici già fortemente provati dal superlavoro di questi mesi: i sanitari lombardi sono infatti tra quelli che più si sono visti sotto pressione durante la pandemia, essendo stata la nostra la regione più colpita dal virus. La richiesta di rimborso di qualsiasi genere di somma da parte loro appare in questo contesto ancora più offensiva ed inaccettabile. Un euro lordo all’ora di integrazione è una cifra talmente irrisoria da far risultare la richiesta della pubblica amministrazione ridicola, visto che il soggetto responsabile degli accordi sindacali annullati è la Regione stessa. Regione Lombardia risolva in fretta la questione, rinunci alla riscossione di queste cifre e la smetta di scaricare sul personale sanitario le conseguenze delle proprie decisioni. Questi soldi possono essere facilmente considerati un bonus per l’instancabile dedizione del personale durante la pandemia: sia la Regione a corrispondere alla Corte dei Conti le eventuali somme indebitamente erogate.”, ha commentato Usuelli.

Milano 17 dicembre 2020

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