Sanità: sui concorsi per primari ospedalieri chiediamo alla Regione di garantire risparmio, efficienza e trasparenza

“La Giunta si adoperi affinché, in occasione dei concorsi per primari ospedalieri e per altre figure apicali di strutture complesse in caso di dimissioni o rinuncia del primario nominato, non si proceda all’indizione di un nuovo concorso, ma si provveda alla nomina attingendo alla terna degli idonei risultante dal concorso iniziale” dichiara Michele Usuelli, Consigliere della Regione Lombardia di +Europa-Radicali, medico, che ha affrontato questo argomento durante un question time, a seguito del caso che ha visto verificarsi questa situazione in uno dei più importanti ospedali lombardi, come già avvenuto in passato in altre strutture.

“Indire un nuovo concorso significa allungare i tempi e aumentare costi e burocrazia, lasciando le équipe mediche prive delle necessarie figure di comando per lunghi periodi e mortificando la professionalità di candidati che hanno già superato un complesso concorso per titoli e colloquio. Ulteriore rischio è quello di avvalorare le voci per cui i concorsi sarebbero una partita con un vincitore deciso in partenza, scoraggiando la partecipazione alle selezioni di medici capaci e competenti” commenta Usuelli. “Abbiamo chiesto alla Giunta di attivarsi affinché sia emanata una direttiva che interpreti in modo più stringente la facoltà prevista dalla norma nazionale, laddove consente di evitare l’indizione di nuovi concorsi in caso di dimissioni dei primari nominati. Tuttavia l’assessore alla Sanità, rifiutando il suo ruolo di responsabilità e il dovere di regista della sanità regionale, ritiene non sia compito della politica dare indirizzi di sistema che toglierebbero autonomia ai direttori generali, preferendo lasciarli liberi di lasciare reparti senza guida, moltiplicare il numero di concorsi e autorizzandoli a perpetrare la grave mancanza di rispetto nei confronti di candidati idonei che hanno speso tempo, soldi ed energia per partecipare ad un concorso pubblico armati solo delle loro competenze”.

Cosa prevede la legge?

La legge nazionale prevede che “l’azienda sanitaria interessata può preventivamente stabilire che, nel caso in cui il dirigente a cui è stato conferito l’incarico dovesse dimettersi o decadere, si procede alla sostituzione conferendo l’incarico ad uno dei due professionisti facenti parte della terna iniziale”, tuttavia molte aziende scelgono di non avvalersi di questa possibilità, preferendo, in caso di dimissioni, indire un nuovo concorso.

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