Usuelli: Per la ripartenza della Lombardia serve nuovo piano sociosanitario e puntare sulla comunità di chi ha anticorpi. Invece di far ricorsi al TAR mandiamo a Roma dati corretti.

Oggi, 19 gennaio, l’aula del Consiglio regionale della Lombardia ha ospitato i primi interventi della nuova giunta lombarda: quello del presidente Attilio Fontana, che ha presentato la nuova squadra dopo il rimpasto, e quello del neo assessore al Welfare e vicepresidente Letizia Moratti, in risposta ad alcune interrogazioni a lei rivolte.

Così Michele Usuelli, medico e consigliere regionale di Più Europa-Radicali, risponde all’intervento di Fontana per presentare la nuova giunta: “La sostituzione di un assessore alla sanità è strumentale e inutile, fondamentalmente un’ammissione di colpa sui problemi strutturali della sanità lombarda, su cui la giunta ha deliberato sempre insieme. Il presidente Fontana ha parlato di una nuova pagina per la Lombardia, in particolare del recupero e della revisione del programma regionale di sviluppo. Ma la Lombardia spende in sanità 20 su 25 miliardi di budget regionale, per cui se si parla di sviluppo, è dalla sanità che bisogna partire. Più che un nuovo programma regionale di sviluppo, ci serve uscire dall’illegalità e varare il prima possibile un nuovo piano sociosanitario regionale, ormai scaduto dal 2014”.

“Sul ricorso al TAR per la zona rossa ho ricordato a Fontana che vecchi o nuovi, i dati a Roma li mandiamo noi. Fontana non ha detto nulla in aula sul fatto che il sistema informatico di sorveglianza della Lombardia è andato in tilt, smettendo di sottrarre dal totale degli infetti i guariti!

Usuelli ha poi presentato una interrogazione a risposta immediata all’assessore Moratti sul tema della riforma della legge regionale 23, quella relativa all’istituzione del sistema delle ATS e ASST in Regione, e alla valutazione del comitato di esperti chiamati a produrre una relazione su che cosa abbia funzionato e cosa no negli ultimi cinque anni di sperimentazione. Questo il commento di Usuelli sul tema: “L’assessore Moratti ha dichiarato che gli esperti sono disposti a farsi audire in commissione sanità, ci impegneremo affinché succeda quanto prima. Ma non ci ha consegnato, come chiedevo il resoconto scritto del loro lavoro. Il tema è pressante in un momento di emergenza come questo. Nel frattempo il mio consiglio all’assessore e alla giunta è il seguente: se il virus deve circolare il meno possibile e dobbiamo ottenere che ciò avvenga il più rapidamente possibile, più che parlare di Pil e di dare i vaccini alle regioni più ricche, il tema è di puntare su una comunità di persone con anticorpi, ovvero i vaccinati e i guariti dalla malattia. È questo un modo più utile per far ripartire il motore economico d’Italia. In questo senso Regione Lombardia dovrebbe seguire criteri scientifici e non di ricchezza per il piano vaccinale, e incoraggiare chi è guarito dalla Covid-19 a evitare di vaccinarsi per il momento, lasciando priorità a chi non si è mai ammalato. In questo modo anche l’immunità di gregge sarà raggiunta molto più velocemente”.

Milano, 19 gennaio 2021

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