Contributo di Matteo Di Maio

Sfruttiamo la “pax draghiana” per una riforma della cittadinanza

Probabilmente il Presidente incaricato Draghi godrà di una super-maggioranza con dentro quasi tutti i partiti attualmente presenti in parlamento, Radicali Italiani compresi.
La convivenza tra forze così diverse, spesso agli antipodi, non può metterci in imbarazzo dinanzi all’urgenza delle tante riforme di cui si discute da anni.
La priorità va data al Next Generation EU, al piano vaccinale e alle misure di contrasto alla pandemia, ma l’attività legislativa non può limitarsi ai confini tracciati dall’urgenza pandemica (che nessuno nega o minimizza).
Anzi, proprio un scenario globale sconvolto dal coronavirus – in cui sono riapparse pesanti restrizioni su viaggi, spostamenti e ricongiungimenti familiari – rende ancor più evidente quanto sia urgente e necessario riconoscere la cittadinanza italiana (e dunque europea) a migliaia di persone che già nei fatti sono italiane da anni.
Chiunque ricorda il fallimento della legge sul cosiddetto “ius soli temperato” nella legislatura precedente: approvata alla Camera dei Deputati e neanche discussa al Senato.
Tutto sfumato a pochi passi dal traguardo. Eppure all’epoca la composizione dei due rami del Parlamento appariva agli occhi di tutti molto più “progressista”.
Credo sia giunto il momento di dimostrarsi coraggiosi nelle iniziative politiche, furbi nello smascherare le incongruenze ideologiche altrui e anche “furbi” nello sfruttare la composizione delle commissioni e i calendari d’aula.
Le proposte di legge ci sono, penso soprattutto a quelle che giacciono da più di 2 anni in Commissione Affari Costituzionali.
Occorre un sussulto di dignità da parte di tutte le forze politiche capaci di riconoscere che l’Italia è cambiata e che le attuali leggi sulla cittadinanza non vanno più bene da tempo.
Proviamo a unire le sensibilità di progressiste, liberali e del cattolicesimo sociale per riconoscere finalmente la cittadinanza italiana a tante e tanti concittadini.
A presto,
Matteo Di Maio

9 febbraio 2021

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