#Aiutailsuolo

Secondo i più recenti dati Ispra l’Italia perde due metri quadrati di suolo al secondo. Nonostante ciò nella nostra legislazione non esiste ancora una norma sulla protezione e contro il consumo del suolo, una delle principali risorse naturali non rinnovabili. A Livello europeo le direttive su aria e acqua hanno contribuito a migliorare sensibilmente i parametri ambientali.

Per quanto riguarda la protezione del suolo la strategia tematica approvata dall’Europa nel settembre 2006 individua le minacce che incombono sui suoli e indica la strada da seguire a Stati e Regioni. Tra le minacce per il nostro Paese l’impermeabilizzazione è tra quelle più pericolose. Oltre il 7% del territorio nazionale è ormai impermeabilizzato, in alcune regioni come la Lombardia e il Veneto si raggiunge circa il 12% e si supera abbondantemente il 10% in Campania. Se consideriamo solo le aree di pianura, le più produttive, il dato aumenta ancora e configura una situazione assai più grave di quel che appare.

Il suolo, anche se di proprietà privata, svolge funzioni pubbliche: facilita il ricarico delle falde, fissa il carbonio organico, mette a regime le acque di precipitazione, filtra gli inquinanti, ospita gran parte della biodiversità della Terra. Quando un suolo viene impermeabilizzato o cementificato che dir si voglia si configura un danno ambientale alla comunità anche se quel suolo è di proprietà privata.

Con l’iniziativa #Aiutailsuolo, il 5 dicembre 2020, nel giorno in cui si celebra la giornata internazionale del suolo (World Soil Day) istituita dalla FAO nel 2014 per promuovere la gestione sostenibile del suolo, è stata inviata una lettera ai parlamentari con allegato il progetto di legge che i Radicali presentarono già nel 2008, subito dopo l’approvazione della strategia europea e dopo un lungo confronto con molti scienziati del settore.
Nella lettera si propone a tutti i deputati e senatori della Repubblica un’alleanza su una delle sfide più importanti del nostro tempo, quella di invertire la tendenza e proteggere i suoli, elementi chiave anche per l’adattamento ai cambiamenti climatici e dunque alla nostra sopravvivenza. In prospettiva valorizzando il suolo si può superare lo scontro ideologico tra ambientalisti e “sviluppisti”, mettendo così in stretta relazione chi pianifica il territorio, chi pensa allo sviluppo economico e chi alla salvaguardia delle risorse.

La stessa Europa che punta al 2050 come anno con consumo di suolo zero ci spinge a mettere mano alla nostra legislazione che ad oggi, colpevolmente, non ha alcuna norma per proteggere i suoli come invece accade da tempo in altri Paesi europei. A livello nazionale serve infatti finalmente una legge dedicata che punti al riutilizzo delle aree dismesse, al pagamento del danno che si produce eliminando i suoli (compensazione ecologica, fondo di compensazione ecologica), all’utilizzo di strumenti di pianificazione di area vasta: poli industriali, logistici, tecnologici non possono essere costruiti in ogni comune ma si deve utilizzare un’ottica complessiva, che ottimizzi le risorse e riduca il consumo di suolo. Ad oggi in Parlamento vi sono molti progetti depositati ma la chiave della valorizzazione economica del suolo non è utilizzata ed è questo che proponiamo con l’iniziativa #Aiutailsuolo.

01 febbraio 2021

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