Un mare di opportunità

Le coste italiane sono in mano a una lobby di pochi privilegiati: i balneari gestiscono bagni e stabilimenti sulle spiagge che, appartenendo al demanio, sono sulla carta un bene comune fruibile da chiunque. Di fatto questo non accade perché i balneari beneficiano di proroghe alle concessioni da più di venti anni.

Sulle concessioni balneari l’Europa ha già da tempo chiesto all’Italia di mettersi in regola con nuovi bandi a favore di tutti, trasparenti e legali. L’ultima comunicazione lo scorso 3 dicembre 2020: la Commissione europea ha aperto una procedura di infrazione contro l’Italia contestando la legge 145/2018 che prevedeva, a partire dal 31 dicembre 2020, l’estensione delle concessioni balneari per altri 15 anni, privilegiando i diritti acquisiti di pochi beneficiari e pregiudicando l’aspettativa di tutti gli altri. Tale legge, secondo l’Europa, è in contrasto con la direttiva 2006/123/CE, la cosiddetta «Bolkestein» sulla liberalizzazione dei servizi, nonché con la sentenza della Corte di giustizia europea «Promoimpresa» del 14 luglio 2016 che ha dichiarato illegittime le proroghe automatiche e generalizzate delle concessioni. In questi anni lo Stato invece di recepire le indicazioni europee ha mantenuto lo status quo anche andando contro i propri interessi, basti pensare che se i balneari dichiarano un fatturato di circa 15 miliardi di euro l’anno, l’introito delle concessioni è poco più di 100 milioni. Nemmeno l’1% va nelle casse dello Stato.

Per promuovere la messa a gara delle concessioni balneari, il primo dicembre 2020 Radicali italiani ha lanciato la campagna Un mare di opportunità con una serie di obiettivi. Aumentare la consapevolezza e l’informazione sul tema tramite la condivisione di faq e una mappa geolocalizzata con le concessioni in scadenza.

Mettere in evidenza le molte convenienze di nuovi bandi: servizi migliorati da nuove competenze e imprenditori, canoni di concessioni adeguati, possibilità di pianificare organicamente la tutela ambientale, obbligo del rispetto del demanio pubblico e maggiore legalità.
La richiesta della campagna ai cittadini è quella di firmare un appello all’ANCI e ai sindaci delle località di mare di tutta Italia per disapplicare la proroga al 2033 delle concessioni marittime e valorizzare il patrimonio pubblico delle coste italiane. Ai cittadini e alle associazioni è stato messo a disposizione un modulo di diffida da scaricare e inviare al proprio sindaco, essendo proprio i primi cittadini gli unici che potevano impedire questo regalo ai balneari.

Per dare voce a chi ha seguito il monito europeo non prorogando è stato infine organizzato un dibattito online con il sindaco di Lecce e altri ospiti.

01 febbraio 2021

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