La campagna elettorale in Umbria con due immigrate candidate nella lista Più Europa

di Gianfranco Spadaccia

Sono stato candidato in Umbria dove è capolista della lista Più Europa Alessandro Massari. Nella confusione e nella concitazione della formazione e della presentazione delle liste si è fortunatamente determinata una circostanza fortunata: la presentazione di due donne immigrate, tutte e due cittadine italiane e tutte e due perfettamente integrate.

Sono Kamalajeet Kaur, una cittadina di origine indiana, di etnia sikh, interprete e mediatrice culturale, che si occupa professionalmente di immigrazione e di assistenza agli immigrati, candidata per Radicali Italiani, a cui da tempo è iscritta nella lista del Senato ed Elona Gaxha, una cittadina italiana di origine albanese, candidata dal Centro Democratico nelle liste Più Europa della Camera, infermiera nell’ospedale di Foligno.

E’ stato interessante e piacevole presentare le liste umbre con loro. Elona ha fatto la storia dei rapporti delle sua famiglia con l’Italia da quando, la prima volta, suo padre vi arrivò con la prima ondata di immigrati albanesi, in condizioni di clandestinità, costretto per vivere a raccogliere i pomodori a quando il padre ottenne il primo condono, un lavoro regolare e più avanti la possibilità di ricongiungimento con la sua famiglia. E poi il suo arrivo giovanissima in Italia, l’incontro con la scuola, la lingua, i compagni italiani, fino all’Università e all’ìmpiego in ospedale a Foligno. Lo stesso ha fatto Kamaljeet, parlando delle cose che l’hanno avvicinata alla militanza radicale, in particolare dell’impegno per la riforma della Bossi-Fini con la raccolta delle firme per il progetto di legge di iniziativa popolare “ero straniero“, del comune amore per la figura e l’insegnamento di Gandhi, dei suoi rapporti con la burocrazia italiana nell’assistenza agli immigrati e in particolare con le comunità indiane e pachistane che in Europa convivono senza le divisioni delle frontiere e le contrapposizioni religiose che le caratterizzano in Asia.

Sono insieme un esempio dell’immigrazione che intendiamo difendere, promuovere attraverso il lavoro e l’integrazione, nel rispetto dei loro diritti umani e nell’osservanza delle nostre leggi.

Avevo suggerito, tra i tanti impegni e le scarse energie e mezzi, di fare un video da trasmettere dove possibile, con le loro testimonianze e l’intervento di Emma. Spero davvero che si possa fare perché sarebbe una testimonianza di vita e un chiaro messaggio di speranza contro la politica dell’insicurezza e della paura. Tutte e due parlano il linguaggio che parlavano i nostri migranti quando erano costretti a recarsi all’estero per trovare lavoro.

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