Lettera aperta al Sindaco di Grosseto

Lettera aperta al Sindaco di Grosseto di Michele Bottoni, membro del Comitato nazionale – 31 marzo 2020

Caro Sindaco Vivarelli Colonna,
sono un ragazzo che ha studiato, vissuto e lavorato a Grosseto e, nonostante tutto, ha sempre vissuto con la consapevolezza di appartenere ad una comunità più grande.

Le scrivo a proposito del suo gesto di oggi quando, con tanto di fotografi al seguito, ha deciso di togliere la bandiera europea dal Comune di Grosseto; un’azione che mi ha lasciato interdetto, soprattutto perché compiuta da un sindaco che si professa essere “civico”.

Ha, inoltre, giustificato questo episodio con le seguenti parole: «Io credo nell’Europa, in un’Europa unita, solidale e che si prenda cura dei suoi figli-fondatori. Come Sindaco ho sempre creduto fermamente in questa nobile Istituzione. Oggi in un momento in cui l’Italia crolla sotto la maledizione del Covid-19 mi sento profondamente abbandonato da questa Europa che non dà risposte, che non ci viene incontro e che sembra ignorare il problema nel quale il Paese Italia sia sprofondato oggi».

Credo che, data la situazione, gesti provocatori come questo, alla ricerca del mero consenso da social, non siano coerenti con la visione di un’Europa unita, di cui l’Italia rimane pur sempre uno dei paesi fondatori.

L’inadeguatezza del nostro paese nel rispondere alla situazione di emergenza che stiamo vivendo è, prima di tutto, colpa nostra e delle politiche poco lungimiranti che hanno contraddistinto gli ultimi trent’anni: abbiamo pensato al fatto che spendere e spandere il nostro debito pubblico sino a portarlo ad essere il terzo del mondo, non avesse conseguenze?

L’Europa non di meno ha sicuramente dimostrato di non riuscire a fornire una celere risposta agli eventi che ci hanno colpito, ma questo non dovrebbe essere un pretesto per abbandonare la nave, bensì, uno stimolo a essere capofila di una linea comune con altri paesi per realizzare un’Europa finalmente Politica.

Il progetto di un’Europa federale rimane tutt’ora subordinato ai singoli interessi nazionali, e ancora non possiede gli strumenti politici per fare dell’area europea un unico soggetto competitivo a livello globale.

Non possiamo permetterci di rimanere isolati, non possiamo permettere che, mentre i rappresentanti dei popoli europei discutono tra di loro, i giganti mondiali si spartiscano il diritto di decidere delle sorti del resto del mondo.

E’ il momento di capire che da questa crisi possiamo risorgere dalle nostre ceneri, possiamo gettare le basi per realizzare i nostri sogni. Nessuno si salva da solo. Per fare questo però è necessario che non solo partiticamente, ma anche come cittadini, ci si unisca con un obiettivo comune: smettendo di spargere incomprensioni attraverso notizie false – come costantemente fanno alcuni esponenti della sua maggioranza, approfittandosene della buona fede dei propri elettori.

Gesti come questi sono più che una provocazione, una minaccia alla sicurezza e alla stabilità delle nostre istituzioni. Un invito al disordine invece che alla risoluzione di un’emergenza, indegno di un rappresentante delle istituzioni. 

Vogliamo un’Europa diversa e unita? Bene, allora iniziamo noi ad essere diversi e uniti, dimostrando che il progetto che abbiamo in testa voglia essere realizzato realmente.

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