Una radicale a Hong Kong – 6

di Patrizia De Grazia da Hong Kong il 20 gennaio 2020


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Con addosso soltanto due ore di sonno, una mascherina chirurgica e il residuo non ancora smaltito dell’adrenalina di ieri, sono arrivata in aeroporto. Il volo per Milano Malpensa partirà tra poco meno di tre ore e prima che questa giornata sia finita, io sarò di nuovo a casa.

Non ho febbre. Non ho tosse. Non ho difficoltà respiratorie. Sto bene.

Ho soltanto un nodo in gola che non vuole andare via…. Perché io oggi tornerò in un Paese dove un’epidemia di virus sconosciuto e potenzialmente mortale non c’è. Tornerò in uno Stato di Diritto democratico, imperfetto certo, ma concreto e reale, dove nessun poliziotto mi sbatterà più contro un muro chiedendomi i documenti urlando e bloccandomi le mani. Dove nessun mio diritto fondamentale verrà violato in modo arbitrario e senza conseguenze, dove potrò tornare a fare il militante politico senza avere paura o dovermi preoccupare di coprire metà, o più, del mio volto per non farmi riconoscere dalle videocamere della polizia. Io vado via. Loro no.

Nei giorni passati ho ricevuto così tanto affetto e supporto, così tanti messaggi di ringraziamento, stima e incoraggiamento, da lasciarmi senza parole.

E per questo vi ringrazio. Il più grande regalo che potessi ricevere era che quello che ho provato a fare al meglio delle mie capacità, avesse un valore e un senso per qualcuno. Grazie a voi non mi sono mai davvero sentita sola. Non ho mai messo in dubbio il fatto che ne valesse la pena. Se ci fosse una parola diversa da “grazie” , un po’ piú grande, un po’ piú autentica, un po’ meno banale, la userei. Ma purtroppo non la conosco.

Sono stata chiamata “coraggiosa” tante volte in questi giorni… Eppure qui ho conosciuto studenti della prima linea, uomini, donne, ragazzini del liceo che stanno dedicando la vita alla lotta per la Democrazia, rischiando ogni giorno letteralmente tutto quanto, la vita, l’incolumità, la libertà personale, gli amici, la famiglia, i compagni.. contro il virus di Wuhan, contro la violenza quotidiana della Polizia, contro Carrie Lam, Xi Jinping e l’intero Partito Comunista Cinese
Contro i più grandi giganti del nostro tempo.

Eppure lo fanno, sacrificando tanto altro. E mentre io me ne vado, loro restano, anche se sono stanchi, stremati e hanno paura. Perché questa è casa loro, sono i loro diritti, e continueranno a difenderli con un coraggio che non avevo mai visto in vita mia.

Il coraggio vero, quello che io ho soltanto avuto la straordinaria opportunità di osservare.
Lascio Hong Kong con l’immagine di quelle migliaia di luci che si accendono nel buio, quelle migliaia di voci che cantano insieme, quelle migliaia di sconosciuti che si consolano a vicenda quando piangono, che suonano il clacson per accompagnare le manifestazioni, che si sorridono, condividono il cibo e si ascoltano senza prevalicarsi.

Lascio Hong Kong con un pezzettino di cuore in meno, che rimarrà qui fino a che le cose cambieranno. Perché dove si combatte per i diritti, per la libertà e la democrazia, quello é il posto e la casa di un Radicale.

Tornerò un giorno. Sono sicura. E quel giorno, spero di dover fare soltanto la turista.
Ora e sempre… Fight for Freedom, Stand with Hong Kong.
Patrizia De Grazia. Radicali Italiani. Da qui è tutto, linea a voi studio.

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