Una riflessione su +Europa, un’esortazione a non perdere un’opportunità

di Mike Ballini

Il Governo giallo-verde di DiMaio e Salvini non aveva ancora chiesto la fiducia al Parlamento, che già faceva parlare di sé con dichiarazioni dei suoi più “alti” rappresentanti: “Lo Stato siamo noi” di un DiMaio in confusione tra Governo e Stato, “le famiglie arcobaleno non esistono” secondo l’antiabortista titolare del dicastero alla famiglia, “è finita la pacchia per i migranti” da parte del Ministro dell’Interno Salvini.
Dichiarazioni forse tese a mettere in secondo piano lo spostamento di due anni della flat tax o l’imbarazzo sulreddito di cittadinanza, che pare diventare un rafforzamento del reddito di inclusione?
Possibile e probabile.

Nel suo perpetrare il cavallo di battaglia sugli immigrati e l’immigrazione, Salvini si mette anche in una posizione di copertura rispetto agli attacchi del PD: lisciando il pelo all’azione intrapresa da Minniti, il leader del Carroccio si garantisce uno scudo controle proteste del maggior partito di maggioranza che, con l’allora Ministro dell’Interno, ha stretto accordi assai discutibili tra l’Italia, il governo di Sarraj e il ricercato Ahmad Dabbash (indicato dalla stampa come capo di violenti gruppi armati e, al momento dell’accordo, come uno dei principali responsabil del trasporto dei migranti in mare).

Ed è qui che +Europa può entrare ad esercitare, con cognizione di causa e coscienza pulita, la sua azione di opposizione e controllo dell’operato: con un’iniziativa che coniughi il rispetto umano e valorizzi le possibilità che ci fornisce l’Unione Europea, un’iniziativa che condanni la violenza e rilanci il ruolo di partecipazione democratica a livello europeo: un’iniziativa che c’è già, si chiama Welcoming Europe e vede Radicali Italiani come capofila dei soggetti promotori.

L’Iniziativa dei Cittadini Europei volta a chiedere la formulazione di una proposta di legge da parte della Commissione Europea, da discutere successivamente in sede parlamentare, è tesa alla decriminalizzazione del reato di solidarietà, alla creazione di canali legali e sicuri di passaggio, alla denuncia degli abusi.
Necessita di oltre un milione di firme, da raccogliere in almeno sette paesi europei e, a ben guardare, si inquadra alla perfezione entro la visione politica illustrata da +Europa durante la campagna elettorale e credo che su certi valori si fondi anche il suo auspicato proseguo.

Si apre un’occasione unica di essere voce principale e portante di opposizione ad una politica dei muri e della paura, contrapponendo quella della ragione e della proposta. Si manifesta la possibilità di cominciare a lavorare insieme con le tre forze promotrici il soggetto politico, per dare corpo e gambe ad iniziative comuni, all’interno di una campagna che durerà un anno e che non prevede le enormi difficoltà che si ritrovano in Italia per le proposte di legge (la presenza di autenticatori, la successiva verifica ecc…).

Se +Europa -in quanto tale!- cogliesse un’occasione come questa per fare squadra, per far sì che i soggetti si conoscano ed interagiscano tra loro, oltre a marcare un punto politico di fondamentale importanza e di umana emergenza, porrebbe le basi per una più solida, sentita e partecipata costruzione di un soggetto politico che sta a cuore a tanti.

8 giugno 2018

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