Bonifiche al palo e al paese restano i veleni

Articolo di Massimiliano Iervolino pubblicato su il Riformista del 24 ottobre 2020

Radicali Italiani ha lanciato una campagna dal tirolo “Chiudiamo i conti con il passato” per chiedere con ugenza la bonifica dei Siti di interessen nazionale. I SIN rappresentano nel nostro Paese delle aree contaminate molto estese classificate come pericolose.


Firma l’appello al ministro Costa per togliere i veleni


Oggi in Italia di queste zone altamente inquinate ne esistono 41 tra cui Porto Marghera, Gela, Priolo, Casale Monferrato, Brescia, Porto Torres e il Fiume Sacco. Questi siti sono distribuiti in tutte le regioni, trame il Molise, e la procedura di bonifica è attribuita alla competenza del Ministero dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare, sentito il Ministero dello sviluppo economico.

Da quasi venti anni lo Stato ha deciso di intervenire ma purtroppo siamo ancora molto lontani dal raggiungere l’obiettivo finale.
I dati sono drammatici: sul totale della superficie terrestre dei SIN a oggi gli interventi di bonifica o messa in sicurezza sono conclusi solo per il 15% dei suoli e 12% delle acque sotterranee.

Per dare un’idea concreta di cosa parliamo basta citare la zona di Brescia (Caffaro) che ha come procedimento concluso il 2% dei suoli e lo 0% delle acque di falda. Nonostante il grave stato di contaminazioni scaturente dalle lavorazioni dello stabilimento che hanno inquinato non solo l’area di lavorazione ma l’intera città di Brescia elarea circostante per quasi 50km.

Peggio ancora a Gela dove nessun procedimento è stato concluso né per i suoli né per le acque di falda, nonostante da anni in molte aree interne alla raffineria sia stata rilevata la presenza di diverse famiglie di contaminanti: idrocarburi leggeri e pesanti, mercurio, composti alifatici clorurati cancerogeni e; nelle acque di falda allunminiio, vanadio, arsenico, boro, manganese, cadmio, piombo, piombo tetraetile, ferro, cobalto, solfati, e molto altro.


Firma l’appello al ministro Costa per togliere i veleni


Gli altri 39 siti sono in situazioni analoghe: gli agenti inquinanti sono ancora presenti nei territori perimetrali con un elevato rischio per la salute della popolazione dei luoghi. Per questo abbiamo sentito il dovere di lanciare la campagna “Chiudiamo i conti con il passato” che ha due obiettivi: il primo è sensibilizzare e informare l’opinione pubblica attraverso la pubblicazione sui nostri sociai, giorno
dopo giorno, delle cartografie ufficiali di ogni sito riportando quanto è stato bonificato, quanto è stato speso e da quanti anni é iniziato il procedimento.

Il secondo obiettivo è quello di superare l’annoso problema attraverso delle proposte in particolare chiediamo al Ministero dell’Ambiente di destinare una quota del Recovery Fund alla bonifica dei SIN, di prevedere e sottoporre al Parlamento un testo unico delle bonifiche per unificare le norme che sono sparse in vari provvedimenti eliminando quelle contraddittorie; di realizzare un geodatabase attraverso un portale pubblico con tutti i dati aggregati  delle matrici ambientali in ogni sito
perimetrato e di semplificare i procedimenti per sveltire finalmente le attività necessarie.

Non C’è più tempo da perdere, bisogna togliere quei veleni.


Firma l’appello al ministro Costa per togliere i veleni


Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Mettiti in contatto con noi

 

DIFFONDI LA CAMPAGNA