Lettera di Iervolino e Strik lievers al Foglio e risposta del direttore

Lettera di Massimiliano Iervolino e Lorenzo Strik Lievers in risposta all’editoriale di Giuliano Ferrara intitolato “Cari radicali, l’antipolitica è stata anche roba vostra” pubblicato su Il Foglio del 13 settembre 2020.

Ferrara è sempre da leggere e meditare con rispetto e amicizia, anche le volte in cui non si è d’accordo. Come è il caso di oggi. Davvero l’antipolitica è “passata dalle nostre parti”, di noi radicali? O non è vero, al contrario, che Pannella ha speso tutta la vita a contrastarlo, il pericolo dell’antipolitica, a rivendicare e a testimoniare la nobiltà della politica? Certo, ha sviluppato battaglie durissime contro quella che chiamava la partitocrazia. Ma in che spirito e con quali obiettivi? Sempre a difesa quasi ossessiva delle istituzioni, del Parlamento, della loro dignità, della certezza delle regole e del diritto; quelle che in tanta parte le dinamiche consociative travolgevano, aprendo la strada appunto all’antipolitica. Antipolitico, pregrillino uno che è arrivato a un tremendo sciopero della sete di otto giorni solo per ottenere che alla Corte costituzionale fosse restituito il suo numero legale? Ma poi, la scelta più emblematica nella sua durezza. Quando i partiti che lui aveva attaccato crollavano sotto l’attacco di Manipulite, Pannella aveva la grande occasione di raccogliere grandi consensi che già arrivavano: 50 mila iscritti al Partito radicale in pochi mesi – come unico campione dell’antipartitocrazia. Ebbene, Ferrara certo lo ricorda: decise consapevolmente di bruciare quella irripetibile possibilità proprio per difendere il Parlamento (quello “degli inquisiti”!) dalla canea montante. E convocò clamorosamente intorno a sé i parlamentari di tutti i partiti nelle riunioni che si chiamarono “delle 7 di mattina”, sperando di poterli guidare a scelte di grande riforma. Sconfitto sì, purtroppo: ma l’unico vero tentativo di costruire un’alternativa liberale all’antipolitica.
Lorenzo Strik Lievers già parlamentare radicale Massimiliano Iervolino segretario di Radicali italiani.


Risposta del direttore Cerasa

Pannella ha anticipato tutto. Ha anticipato la trasversalità politica, la personalizzazione della politica, la spettacolarizzazione della politica e in modo geniale ha anticipato anche l’utilizzo degli strumenti dell’antipolitica per fare politica (il finanziamento pubblico dei partiti è solo uno dei tanti strumenti, vogliamo ricordare anche la mitica Radio Parolaccia, di Radio Radicale?). In fondo, caro Iervolino e caro Strik Lievers, non c’è politico di successo, nella storia d’Italia, e non solo in quella moderna, che non abbia giocato con un po` di antipolitica. Il problema, dunque, non è se utilizzare un po` di antipolitica, ma è cosa farci. C’è chi considera l’antipolitica un fine. C’è chi la considera un mezzo. Pannella la considerava un mezzo. E chi ha amato Pannella non dovrebbe avere difficoltà a dire che fra i tanti fenomeni anticipati nella sua vita ci fu anche l’antipolitica. Dov’è lo scandalo? Un abbraccio.

15 settembre 2020

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