Verso il Congresso di +Europa

Tra poco meno di tre settimane si svolgerà il primo Congresso di +Europa. Il percorso per arrivare fin qui è stato lungo e anche assai faticoso.

Il federalismo europeo è, da sempre, la cifra radicale. L’evocazione degli Stati Uniti d’Europa (e del Mediterraneo, finanche e d’America) non è mai stato un esercizio retorico ma concreta iniziativa politica culminata, negli anni, con campagne puntuali e, come spesso accaduto, storicamente in anticipo sui tempi. In anticipo sui tempi come la visione di una politica che non poteva essere che transnazionale per affrontare tutti i problemi del nostro tempo. Marco Pannella che intravedeva (tre anni prima che accadesse) il disastro balcanico e per scongiurarlo proponeva un’adesione dell’allora Jugoslavia alla Comunità economica europea, le campagne per l’adesione della Turchia e di Israele all’Unione europea… sono solo due evocazioni di un impegno che vedeva nella realizzazione del disegno europeo spinelliano (e non solo) una risposta ai mali del nuovo secolo, che si potevano solo immaginare nei peggiori incubi e che si stanno, invece, incredibilmente verificando.

Poco più di due anni fa Radicali italiani incardinava la campagna “Europe First” e, pure a seguito delle sollecitazioni arrivate dagli amici anche radicali Carmelo Palma e Benedetto Della Vedova – che nel frattempo avevano dato vita al progetto Forza Europa -, cominciava a discutere, nelle Direzioni, nei Comitati e, infine, in Congresso, della possibilità di costruire una lista, in vista delle elezioni politiche, incentrata sull’idea che al nuovo populismo nazionalista che vedevamo avanzare andasse contrapposta più Europa. E, senza paura di sbagliare, proprio così abbiamo chiamato la nostra lista. Con Emma Bonino, nel nome e nei fatti.

Non ripercorro quello che è stato l’anno trascorso – per esempio l’ingresso del Centro Democratico di Bruno Tabacci in +Europa, l’appuntamento elettorale, la trasformazione di +Europa da lista elettorale a soggetto politico, i nostri Comitati, l’ultimo Congresso, tutte tappe che ho personalmente vissuto con un impegno pressoché totale – solo perché svierebbe dal punto che voglio, invece, condividere con voi.

Alla vigila del Congresso fondativo di +Europa in molti si stanno e mi stanno domandando quale tipo di impegno e di apporto può dare Radicali italiani.

Ho bene a mente il processo che ha portato alla nostra Mozione votata e approvata dal Congresso, Mozione che ci guiderà in quest’anno radicale. Sono perciò convinta che l’impegno di Radicali italiani in +Europa non possa e non debba venire meno. Sono convinta che +Europa abbia bisogno, necessità, del lievito radicale per crescere, convincere e vincere. Sono quindi convinta che il ruolo di Radicali italiani debba, ancora, essere da protagonista in questo Congresso. Ma sono altrettanto convinta che sarebbe un errore pensare di mantenere, almeno da parte nostra, un approccio da “socio fondatore” o, peggio, da “corrente”. Il nostro ruolo deve essere quello di “contaminatore di idee e di proposte” della +Europa che, dal Congresso in poi, sarà.

Credo perciò che nel democratico gioco congressuale che si sta aprendo, la presenza di Radicali italiani, delle battaglie radicali, debba essere chiara e riconoscibile, e penso che questo debba avvenire attraverso la presentazione di una lista. Non una lista della “corrente Radicali italiani”, ma una lista che porti i temi radicali in +Europa, quei temi che riteniamo imprescindibili; una lista aperta anche a non radicali e sicuramente aperta a tutti coloro che hanno abbracciato con entusiasmo l’avventura di +Europa. Non penso che +Europa debba essere una replica di Radicali italiani, ma è indispensabile che +Europa non perda la sua parte di radicalità perché perderebbe gran parte della novità e delle potenzialità che rappresenta. Senza Radicali italiani +Europa oggi non esisterebbe.

È positivo che molti radicali, anche tra i dirigenti, siano presenti o si facciano promotori di altre liste, e che possano anche sostenere un candidato alla segreteria, proprio per i motivi di “contaminazione” che dicevo; proprio per gli stessi motivi penso che questa lista non debba, invece, prendere posizione per alcuno dei candidati segretari, avendo la funzione di indicare le priorità radicali al segretario che vincerà, chiunque sia.

Invito, quindi, chi ancora non l’avesse fatto a iscriversi – a Radicali italiani e a +Europa – e a partecipare al Congresso di Milano (25/27 gennaio), per dare vita insieme al progetto di una “+Europa Radicale”.

 

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