+Europa è molto di più

Quello di cui sono stato convinto sin dal primo momento è che +Europa è molto di più di una lista elettorale. +Europa è un’idea che porta nel suo nome un sogno più grande, un progetto per chiunque creda in un futuro più giusto, di libertà, diritti, pace e progresso chiamato Stati Uniti d’Europa.

Non c’è nulla di più radicale che ambire a sporcarsi le mani per far diventare maggioritarie idee e battaglie proprio nei momenti in cui quelle idee e quelle battaglie rischiano di arrestarsi o spegnersi.

Ecco perché sono assolutamente certo che ora come mai prima ci sia bisogno di noi, di tutti noi. C’è bisogno che l’analisi e le battaglie Radicali vivano e non vengano messe da parte, c’è bisogno che +Europa diventi progetto politico. Su questo con gli altri componenti che hanno dato vita alla lista elettorale stiamo entrando nel vivo del nuovo statuto. Dobbiamo pensarlo non solo rivolto alle scadenze elettorali ma di dar vita ad un processo federativo e aggregativo ampio, che trovi condivisione e partecipazione a partire dalle iniziative politiche per la democrazia, per il federalismo europeo, per conquistare nuovi diritti civili, per combattere le diseguaglianze, per nuove libertà economiche.

La nostra vocazione deve essere quella di costruire un nuovo un campo per chi crede nel progresso. Dobbiamo impegnarci tutti, affinché +Europa sia al centro del dibattito nella ricostruzione di questo nuovo spazio diverso da quello che abbiamo conosciuto fino a qui, capace di andare anche oltre il PD, se questo saprà e vorrà rigenerarsi davvero.

È in questa chiave che venerdì ho proposto al Comitato nazionale di Radicali Italiani di lanciare al Partito Democratico una sfida non personale, ma chiaramente politica: la richiesta di convocare primarie aperte a tutto il campo riformatore ed europeista con regole accessibili ponendo come principale obiettivo quello di una riforma pienamente maggioritaria e uninominale della legge elettorale.

Perché penso che se crediamo nel sistema maggioritario, dobbiamo farci maggioranza, mettere la storia ed il metodo radicale al servizio di un processo più ampio, maggioritario appunto.

Non c’è mancanza di rispetto per le 900mila persone che ci hanno votato e che in questo scenario rappresentano il primo successo per noi, c’è dunque il sentimento di essere investiti di una responsabilità preziosa di cui prendersi cura e far crescere. Il compito di +Europa potrà essere quello di dare loro voce in questa nuova fase che si sta aprendo, per far contare di più quel voto e quella passione, per rivolgerci ai milioni di cittadini che hanno trovato la nostra coalizione non credibile per promuovere la qualità della vita nel Paese. E hanno scelto di votare altro o di non andare a votare.

Dobbiamo interrogarci tutti sul come farlo. Perché possiamo pensarla come ci pare, ma quando quell’asse dovesse essere al comando, ci ritroveremo tutti a chiederci come contrastarlo e batterlo. E a quel punto la nostra proposta dovrà essere credibile e realmente competitiva.

Ringrazio i compagni per i suggerimenti, le critiche e i messaggi di sostegno. Ho ascoltato e fatto tesoro di tutti gli interventi, a partire da quello di Emma Bonino, e ho dato la mia disponibilità a mettere da parte la questione “candidatura” se la si ritiene dannosa. Dannosa è per me se questa distrae rispetto all’analisi e l’urgenza – che ho ribadito nella mozione finale del comitato nazionale, approvata alla larga maggioranza – e dunque la necessità di trovare insieme questo o altri strumenti adatti per incidere nel processo di completo rinnovamento del fronte comune che è uscito sconfitto dalle elezioni.

Se ieri apparentarsi con il Pd è stata una scelta obbligata per fronteggiare l’avanzata delle forze nazionaliste e antieuropee, oggi renderci nuovamente competitivi è un’assunzione profonda di responsabilità verso tutti gli elettori di +Europa e non solo. Non ha a che fare col destino di qualcuno ma con quello dell’Europa e dei nostri valori.

Se non saremo disposti a confrontarci con tutto ciò, resteremo all’opposizione per lungo tempo. Ecco perché +Europa è molto di più di chiunque di noi, ecco perché mai come oggi ci serve +Europa.

19 marzo 2018

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